E’ italiana la nuova responsabile della squadra femminile del centro mondiale del ciclismo dell’UCI: si tratta della veronese Valentina Scandolara.
L’ex atleta scaligera ha ricevuto dall’UCI l’incarico di guidare la formazione femminile che negli ultimi sette anni ha offerto alle giovani atlete provenienti da tutto il mondo la possibilità di gareggiare ad alto livello in tutta Europa.
Le 10 giovani ragazze che compongono la squadra 2026 dell’UCI provengono da altrettanti paesi: Afghanistan, Algeria, Benin, Cile, Colombia, Etiopia, Mauritius, Ruanda, Svizzera e Ucraina. Arriveranno ad Aigle da qui a inizio febbraio, prima di un ritiro di allenamento a Calpe, in Spagna, a cui seguirà una stagione di allenamento e gare in Europa e, per alcune, la partecipazione ai Campionati del Mondo di ciclismo su strada UCI a Montréal, in Canada, a settembre.
Valentina Scandolara ha commentato: “Avevo visto la squadra alle gare degli anni precedenti e l’estate scorsa ho lavorato con loro per un po’ in Francia. Mi piace molto il concetto di questa squadra, soprattutto perché ci sono così tante nazionalità, cosa che raramente si incontra nel ciclismo. Ho avuto il piacere di guidare il team WCC l’anno scorso al Tour de Charente-Maritime Féminin in Francia, ed è stato arricchente ascoltare le loro storie. È un progetto unico di cui sono davvero felice di far parte. E mi è sempre piaciuto trasmettere la mia passione ad altre persone”.
35 anni, con un passato da atleta di alto livello e un presente da allenatrice certificata UCI, Valentina Scandolara tre anni fa aveva fondato e guidato la Down Under Cycling Academy per giovani ciclisti australiani e neozelandesi. Con sede vicino a Verona, in Italia, l’Accademia ha offerto una base europea di allenamento e di gara per giovani corridori di talento provenienti da questi due Paesi a cui lo scorso anno si sono aggiunti anche Canada e Israele.
“Si può insegnare ai corridori tutta la teoria e dare loro la possibilità di allenarsi, ma sono convinta che debbano imparare in situazioni di gara reali, quando sono sotto pressione, con altri atleti intorno a loro che frenano e danno gomitate. Bisogna sperimentarlo. Non è facile per i ragazzi che imparano a correre in un gruppo di 15-20 persone, passare a categorie più grandi e ritrovarsi in mezzo a 200 atleti su una strada larga tre metri. Non vedo l’ora di lavorare con queste ragazze e vedere i lori progressi. È molto motivante lavorare con atleti e atlete che non hanno ancora molta esperienza europea, perché seguono ogni indicazione con grande attenzione e senti che puoi fare una grande differenza nei loro progressi. In questi anni è stato così con i corridori della Down Under Cycling Academy, i veri progressi si vedono già dopo le prime settimane. Questo è uno degli aspetti che più mi piacciono e più mi motivano” ha aggiunto Valentina Scandolara.
Laureata in psicologia, la ragazza scaligera pone molta attenzione soprattutto sugli aspetti mentali: “Il ciclismo è uno sport di squadra praticato da singoli individui. La squadra deve lavorare per permettere a un corridore di conquistare gloria e punti. Il lavoro di squadra è necessario per ottenere risultati, ma non tutti i nomi compaiono nei risultati finali. Anche se ora c’è una maggiore visibilità, quindi le persone possono vedere il tuo lavoro, non è ancora come una squadra di calcio in cui dici ‘abbiamo vinto’. Quindi, le dinamiche di squadra sono davvero importanti. L’intelligenza emotiva, la comprensione di sé stessi e degli altri e la capacità di restituire qualcosa al momento giusto sono molto importanti per tenere unita una squadra. Non credo che questo aspetto venga considerato a sufficienza quando le squadre scelgono i corridori per i loro roster”.
Valentina Scandolara è la nuova direttrice del team femminile UCI