Il Giro di Sardegna ha rappresentato il primo banco di prova non solo per i professionisti italiani ma anche per gli organizzatori e per la Lega Ciclismo. L’organo, guidato da Roberto Pella, infatti, ha investito molto sui rapporti istituzionali e con i Presidenti di Regione per dare un nuovo slancio al movimento di vertice del ciclismo italiano.
Se era un esame, il Gs Emilia e la Lega Ciclismo lo hanno superato a pieni voti e senza tentennamenti, visto il successo riscosso dalla corsa sarda.
“Il nostro progetto sta prendendo forma, ancora magari non si vede compiutamente, ma facendo squadra possiamo raggiungere l’obiettivo di rilanciare il ciclismo” sottolinea nell’intervista realizzata da Extraciclismo, Roberto Pella. “Abbiamo coinvolto diversi ministeri, la Conferenza delle regioni, diversi Presidenti Regionali e Unioncamere: tutto per dare il massimo supporto al ciclismo che può diventare un veicolo fondamentale per trasmettere messaggi come la lotta contro l’obesità, la sicurezza stradale, il rispetto delle donne e la promozione del territorio”.
Una visione ampia e ben articolata quella portata avanti da Roberto Pella e dal suo staff. Persino troppo per il mondo del ciclismo italiano che, non sempre brilla per la propria capacità di guardare al futuro e programmarlo in maniera compiuta.
Nelle parole di Adriano Amici tutta l’ammirazione degli organizzatori italiani per una Lega Ciclismo che, dopo mezzo secolo di immobilismo, si sta distinguendo per dinamismo e iniziative concrete portate sui territori.
Non c’è, invece, nelle parole di Roberto Pella alcun riferimento alla Federciclismo ancora ferma al palo in tema di innovazione e programmazione del futuro oltre che totalmente assente dal palcoscenico professionistico ed internazionale. Per saperne di più clicca Play e guarda il nostro video!