Unibet Rose Rockets: il rinascimento del nuovo ciclismo

Il mondo del ciclismo, soprattutto in Italia, è da tempo legato a una mentalità ancorata al passato, a meccanismi ormai bloccati che un tempo erano prassi consolidate ma che oggi devono necessariamente essere rivisti. Serve uno svecchiamento profondo, una capacità di calarsi nella contemporaneità, che chiede linguaggi, visioni e modelli completamente diversi.

UN TEAM NATO SUL WEB – L’emblema di questo nuovo rinascimento è il team Unibet Rose Rockets, nato nel 2023 da un’idea dell’ex professionista Bas Tietema che già ha incassato gli inviti per Strade Bianche e Milano-Sanremo. Dopo la fine della sua carriera agonistica, Tietema ha aperto il canale YouTube Tour de Tietema, un progetto che raccontava il ciclismo da dietro le quinte con un taglio ironico, leggero e spesso goliardico. Non solo gare e risultati, ma l’uomo prima dell’atleta: storie, emozioni, sfide extra-sportive. Forte del bacino di utenti e della community creatasi attorno al canale, l’ex corridore BMC ha deciso di trasformare quella che sembrava un’idea folle in qualcosa di rivoluzionario: creare un team professionistico sfruttando comunicazione, seguito e identità. Nel 2023 riesce a coinvolgere un grande sponsor e nasce ufficialmente il TDT–Unibet Cycling Team (poi Unibet Tietema Rockets), con licenza UCI Continental. In pochissimo tempo arriva il salto tra le Professional, con il sogno folle di partecipare al Tour de France.

SALTO DI QUALITA’ – Il salto di qualità di quest’anno è netto e di grande impatto. Nel progetto entrano corridori di altissimo livello, su tutti Dylan Groenewegen. Dopo stagioni in chiaroscuro, il velocista olandese sceglie di rilanciarsi sposando un progetto anticonvenzionale ma carico di entusiasmo. Sei vittorie di tappa al Tour de France, uno dei velocisti più eccentrici e controversi dell’ultimo decennio, ancora nel pieno della maturità agonistica, che decide di ripartire da una famiglia più piccola per ritrovare gioia, semplicità e piacere del fare, smarriti nelle big team. Con lui arrivano anche altre personalità di spicco, corridori che sembravano più vicini all’uscita di scena che a un nuovo trampolino di lancio: Victor Lafay, vincitore di una tappa al Tour de France 2023 ma poi lentamente spentosi; Clément Venturini, una carriera fatta di piazzamenti e podi sfiorati; e Wout Poels, veterano di grande esperienza, capace ancora di dare molto e soprattutto di fare da collante e guida per i più giovani. All’interno della rosa spiccano anche talenti in rapida crescita, destinati a sfruttare questo ambiente per affermarsi definitivamente. Su tutti Lukas Kubis, autentico oggetto del desiderio dei big team dopo una primavera 2025 da protagonista: temperamento impressionante, velocità negli sprint ristretti e una versatilità rara. Con lui nomi del presente e del futuro in cerca di riscatto e continuità come Rory Townsend, Nicklas Larsen, Elmar Reinders, Christer Holst Enger, Mathias Kopecky.

Ma qual è la vera arma segreta di questo progetto così diverso e rivoluzionario? La risposta è una sola: la comunicazione. Le fondamenta del team poggiano su un dialogo costante e diretto con la community e con gli appassionati. Dietro le quinte, gioie condivise, dissapori, aggiornamenti continui attraverso social e YouTube. Le voci arrivano dalle ammiraglie, dai corridori, dai direttori sportivi. Nello staff figura anche l’ex campione Marcel Kittel, che quest’anno dall’ammiraglia sarà il faro del treno di Groenewegen. Proprio l’olandese ha già conquistato la prima vittoria stagionale pochi giorni fa alla Clàssica Comunitat Valenciana e, nelle prime uscite dell’anno, il team ha collezionato numerosi piazzamenti, mostrando quanto siano alte le motivazioni e l’ambizione del progetto.

Niente Tour de France, però. Il grande sogno stagionale si è infranto: nessuna wildcard per la Grande Boucle. Tutto rimandato al 2027, forse. Un’occasione persa più per la corsa francese che per il team: il Tour avrebbe potuto abbracciare una vera novità, il determinismo di un giovane che ha creato tutto dal nulla in pochissimi anni. 

E noi? Restiamo a osservare, mentre cerchiamo ancora di costruire un team italiano capace di crescere rapidamente e rientrare nel giro del World Tour. Forse dovremmo prendere esempio dalla compagine olandese. Un modello simile, pur con le dovute differenze, è quello dello Swatt Club, che quest’anno passerà dagli amatori alla categoria Continental e che, grazie al titolo tricolore conquistato lo scorso anno, ha vissuto una svolta enorme in termini di visibilità. I punti fermi sono gli stessi: comunicazione diretta, utilizzo intelligente dei social e l’entusiasmo travolgente che ruota attorno al loro mondo. Basterà per attirare grossi investitori? 

Federico De Mercurio

Federico De Mercurio

Appassionato del grande ciclismo, attento osservatore del mondo del pedale, ama cantare le imprese e i protagonisti delle due ruote mondiali