Mondiali Cross: elitè a casa, la scelta di Scotti

Tina Ruggeri Sabato 30 Gennaio 2016 Ruote Ruggenti

Non è un paese per vecchi. Un film strepitoso dei Fratelli Coen del 2007 che fece incetta di statuette Oscar. Magari oggi o domani succedesse lo stesso anche a Fausto Scotti, ct azzurro del ciclocross. Lo speriamo vivamente. Il suo ciclocross non è più un cross per vecchi, senza offesa per nessuno.

cross nazHa lasciato a casa gli élite. A ragion veduta, il commissario tecnico della nazionale cross, Fausto Scotti, ha fatto una scelta coraggiosa, forse controcorrente, ma giusta. E con lui la condividono anche alcuni dei corridori rimasti a casa. “Lo stesso Franzoi ha ammesso – chiosa Scotti – che in Belgio a far figuracce non aveva voglia di venirci. Non era nei suoi programmi. E pensare che nonostante la sua assenza in alcune prove internazionali era ancora quello che nelle prove di Coppa del Mondo aveva ben per figurato. Diciamocelo chiaramente. Che ci andavamo a fare con gli élite per poi fare cinquantunesimo o cinquantaduesimi, essere doppiati e far brutte figure? Non ho visto la grinta necessaria da parte dei ragazzi, di alcuni soprattutto, la voglia di competere sullo scenario internazionale. E allora porte spalancate ai giovani”.

L'hanno criticata aspramente per questo.
“Sarei stato criticato se al ritorno avessimo fatto la solita brutta figura. Quindi ho anticipato le mosse
– affonda “ er Romano” - . Ho preferito portare due donne in più. Le giovani Casasola e Baroni. Due ragazze in gamba e con una grinta da vendere. E poi, prendiamo come esempio la Baroni, sordomuta, campionessa italiana e tutta la grinta esplosiva in quel fisico minuto e nel suo silenzio. Molti élite maschi dovrebbero imparare da lei”.

Spera di ben figurare con Bertolini e Colledani e insieme a loro Sala, in crescita dall'italiano in poi?
“Credo proprio di si. Sarà un testa a testa fra loro due. Conoscono Zolder, le insidie del percorso belga, Gioele ormai ne sta facendo tanta di esperienza internazionale e ha sempre onorato la maglia azzurra. E' una garanzia comunque vada. E poi i giovani. Ci sono dei ragazzi come Colledani e Sala, il primo campione italiano under23 e il secondo in ottimo periodo di forma che ci fanno sperare in bene. E ancora fra gli junior, ho una nazionale davvero forte con Bassani, Calloni, Dorigoni, Folcarelli e Xillo. Xillo e Folcarelli sono adatti al percorso. In campo femminile tra le elite credo che con la Lechner si potrà salire sul podio, affiancata dalla Bulleri, mentre Arzuffi e Teocchi gareggeranno nella gara Under 23 femminile ma sono molto grintose e preparate. Delle junior Baroni e Casasola abbiamo già detto. Ecco si è una nazionale che mi piace. Mi fa sentire sicuro”.

E alle critiche cosa risponde, visto che qualcuno era pur disposto a pagarsi le spese?
“Non è questione di spese ma di ben figurare. Avrei portato via dei posti ai giovani. Sto cercando di azzerare tutto il pregresso e costruire le basi per un nuovo movimento di giovani, farli crescere e finalmente tornare competitivi come un tempo, tenendo però conto che il ciclocross di adesso, sia a livello nazionale che internazionale è moto cambiato rispetto a vent'anni fa ad esempio. Un movimento comunque in crescita esponenziale da noi in Italia. Insomma come andrà andrà ma so che l'Italia non farà brutta figura”.

Oggi e domani a Zolder andrà in scena la prova del fuoco. Un ragionamento coerente quello di Fausto Scotti che, in tempi di spending review, non fa una grinza. E se anche Marco Villa leggesse lo Scotti–pensiero, magari anche la pista potrebbe beneficiarne...potrebbe guadagnare...

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