Peccioli: la EF firma la doppietta con Michael Valgren!

Redazione - Ciclismoweb.net Giovedì 16 Settembre 2021 Professionisti

Ordine d'arrivo:
1° Michael Valgren (EF Education Nippo)
2° Sonny Colbrelli (Bahrain Victorious)
3° Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies)
4° Filippo Baroncini (Italia)
5° Lorenzo Rota (Intermarché Wanty Gobert)
6° Neilson Powless (EF Education Nippo)
7° Gianni Moscon (Ineos Grenadiers)
8° Antonio Pedrero (Movistar)
9° Ander Okamika (Burgos BH)
10° Ruben Guerreiro (EF Education Nippo)

Il danese Michael Valgren Hundhal firma la clamorosa doppietta e dopo il Giro della Toscana oggi si è aggiudicato anche la 69esima edizione del Gran Premio Città di Peccioli – Coppa Sabatini. Sul traguardo di Peccioli (Pisa) ha avuto la meglio del Campione europeo Sonny Colbrelli (Bahrain Victorius), a cui è mancato lo spunto vincente nel finale, e si è dovuto arrendere al danese collezionando il quarto secondo posto personale della sua carriera alla “Sabatini”. Terzo il francese Mathieu Burgaudeau (Totalenergies), quarto il bravissimo campione italiano a cronometro degli Under 23 Filippo Baroncini della Nazionale italiana, autore di una prova maiuscola. Una due giorni indimenticabile per Valgren che ha conquistato entrambe le gare organizzate dall’Uc Pecciolese, ha vinto, ovviamente, anche la classifica finale della Challenge Alfredo Martini nel giorno in cui è arrivato per lui anche il rinnovo di contratto con la EF Education – Nippo per il prossimo anno.
Il varesino Alessandro Covi (UAE Team Emirates) si è aggiudicato il premio riservato al miglior giovane professionisti. Il quarto classificato ha partecipato con la maglia della Nazionale italiana in qualità di Under 23.

peccioliLA CRONACA - Da percorrere 210,820 chilometri lungo le strade della Valdera. Dopo la consueta presentazione squadre, il gruppo, con 126 partenti, ha preso il via dallo Stadio Comunale di Peccioli alla presenza anche del sindaco Renzo Macelloni e del presidente dell’Uc Pecciolese Luca Di Sandro. A fare da starter è Giovanna Sabatini, nipote del compianto Giuseppe Sabatini, corridore pecciolese a cui è dedicata la manifestazione.

Il percorso presenta un primo tratto in linea di 47,830 km passando tra le colline di Montefoscoli (con un vero e proprio “muro”), Lajatico e Terricciola poi cinque giri di un primo circuito da 25,210 km con il passaggio dal muro di via di Greta, verso Piazza del Popolo a Peccioli, quindi gli ultimi tre giri di 12,290 km con il passaggio sulla salita che conduce verso il tradizionale traguardo di via Mazzini. La prima fuga di giornata nasce dopo undici chilometri dal via. Ad evadere sono: Alessandro Fedeli (Nazionale Italia), James Whelan (EF Education - Nippo), Ben Swift (Ineos Grenadiers), Filippo Magli (Bardiani-CSF-Faizanè) e Riccardo Tosin, stagista con la Vini Zabù. I cinque al comando conquistano il vantaggio massimo di 7 minuti dopo 50 chilometri di gara.
Poi il gruppo si organizza e inizia ad inseguire con maggiore convinzione ed il divario inizia a scendere giro dopo giro, chilometro dopo chilometro. All’ultima delle cinque tornate del primo circuito, il gruppo ha ridotto il gap a soli 30 secondi e allora escono alcuni uomini che si riportano sulla testa della corsa. Al comando ci sono a questo punto 14 corridori: Alessandro Fedeli e Filippo Baroncini (Italia), Sonny Colbrelli e Hermann Pernsteiner (Bahrain Victorius), Michael Valgren, Neilson Powless e James Whelan (EF Education - Nippo), Lorenzo Rota (Intermarché – Wanty – Gobert Matériaux), Antonio Pedrero (Movistar Team), Gianni Moscon e Ben Swift (Ineos Grenadiers), Filippo Magli (Bardiani-CSF-Faizanè), Mathieu Burgaudeau (Totalenergies) e Riccardo Tosin (Vini Zabù). Subito ottimo l’accordo davanti e i battistrada guadagnano fino a quasi un minuto. Provano ad allungare Whelan e Moscon e all’ultimo passaggio sul muro di Greta verso il centro storico di Peccioli, si seleziona ulteriormente il drappello al comando. Restano in otto a condurre la corsa: il giovanissimo Baroncini, con Colbrelli, Powless, Valgren, Rota, Pedrero, Moscon, e Burgaudeau. A meno di 30 chilometri dall’arrivo i fuggitivi vantano 1’32” di vantaggio sul gruppo.

Passano poi per la prima volta sotto il traguardo, a 24 km dall’arrivo, con un ritardo di 1’20”. Al suono della campana il gap tra i fuggitivi ed il gruppo è sceso a 1’04”, ma ormai la corsa è decisa ed è evidente che i giochi vittoria siano un affare riservato a quegli otto là davanti. La EF Education – Nippo, come già aveva fatto il giorno prima al Giro della Toscana, sfrutta la superiorità numerica e manda uno dei suoi uomini all’attacco. Quest’oggi è il turno di Neilson Powless che a 9,6 km dall’arrivo fa una sparata preoccupando gli avversari. Ci crede l’americano, ma gli ex compagni di fuga lo tengono a tiro e lo riprendono a due chilometri e mezzo dalla conclusione, grazie soprattutto al gran lavoro di Gianni Moscon. Negli ultimi due chilometri si susseguono una serie di scatti e controscatti. Ci prova Valgren, risponde Moscon. Riparte Valgren e risponde prontamente Colbrelli. I due prendono un leggero margine di vantaggio, Colbrelli passa in testa, esce per primo dall’ultima curva e lancia una volata lunghissima in salita, ma ai 150 metri per lui si spegne la luce e Valgren esce di prepotenza e va a vincere da padrone. Il danese è il primo corridore che riesce a vincere entrambe le gare comprese nella Challenge Alfredo Martini.



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