Lega Ciclismo: interrogazione parlamentare sui fondi destinati a Pella

L’iper-attività della Lega Ciclismo e del suo Presidente Roberto Pella sono finite sotto la lente di ingrandimento di alcuni Parlamentari che hanno deciso di chiedere chiarimenti circa i finanziamenti pubblici di cui sta usufruendo l’ente che avrebbe il compito di rappresentare il ciclismo professionistico italiano.

E’ stata depositata a fine gennaio, infatti, una interrogazione parlamentare al Ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, sui finanziamenti inseriti nella legge di bilancio 2025, art. 1, commi 267 e 268, e destinati alla Lega Ciclismo Professionistico.

A proporlo è stato l’On. Enrico Cappelletti (M5S) che ha chiesto chiarimenti al Ministro sul “contributo pari a 2 milioni di euro per l’anno 2025 e 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 destinato, nel citato limite di spesa autorizzato, al sostegno dell’organizzazione di gare ciclistiche professionistiche di livello nazionale, su strada e in linea, inserite in un calendario annuale organizzato dalla Lega Ciclismo”.

Una interrogazione parlamentare che mira dritta al cuore del problema: il conflitto di interessi tra il ruolo svolto dall’On. Roberto Pella in qualità di membro della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati in quota maggioranza e quello svolto dallo stesso Roberto Pella in qualità di Presidente della Lega Ciclismo, ente destinatario dei 7 milioni di euro previsti nella Legge di Bilancio 2025.

Nel testo dell’interrogazione parlamentare l’On. Cappelletti fa riferimento alle dichiarazioni di Moreno Argentin e fa presente che “con l’assegnazione di questi 7 milioni di euro, l’onorevole Pella dispone ora di denaro pubblico per fare politica sportiva destabilizzando, a giudizio dell’interrogante, la FCI”.

Nell’interrogazione parlamentare viene anche formalizzata la richiesta di rendere pubblico il decreto del Ministro dello Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con cui sono stati definiti i termini e le modalità di erogazione delle somme destinate alla Lega Ciclismo. L’on. Cappelletti va anche oltre chiedendo “Quali siano le azioni che si intendono finanziare con il decreto, per quali motivi il decreto medesimo che disciplina l’impiego delle risorse non sia stato ancora reso pubblico e quali siano le ragioni puntuali alla base delle scelte operate”.

Una interrogazione destinata ad accendere ulteriormente non solo il dibattito parlamentare ma anche quello sportivo e federale: da tempo, infatti, FCI e Lega Ciclismo si osteggiano a suon di presenze e invasioni di campo. Una vera e propria “guerra fredda” quella in atto tra il Presidente della Lega Ciclismo, Roberto Pella, e il Presidente della FCI, Cordiano Dagnoni. A fine 2025 c’era stato l’invito di Pella rivolto ai Presidenti Regionali su cui era calato il veto della FCI, poi disertato e annullato “per il bene del movimento”. Nel frattempo la Lega Ciclismo ha assunto il ruolo di coordinamento anche per le competizioni femminili e ha fatto registrare una importante apertura nei confronti delle formazioni Continental (ufficialmente non professionistiche) che, grazie all’intervento della Lega Ciclismo, nel 2026 potranno usufruire dell’ospitalità nelle gare professionistiche italiano.

Nel mezzo c’è stata anche la proposta di copertura del servizio di Radioinformazioni della Lega Ciclismo per tutte le gare internazionali anche Under 23 e Juniores.

La domanda che nasce spontanea, anche leggendo il testo dell’interrogazione parlamentare, è quanto potrà durare questo “assistenzialismo” da parte della Lega Ciclismo in favore del settore professionistico? Potranno continuare ad essere questi i rapporti tra FCI e Lega Ciclismo? E, poi, quando finiranno o dovessero venire meno i fondi erogati con la finanziaria 2025, cosa resterà?

Andrea Fin

Andrea Fin

Ex corridore, giornalista pubblicista e direttore di ciclismoweb.net dal 2012 a cui piace approfondire tutti i temi legati al mondo delle due ruote anche grazie al lavoro della redazione e dei collaboratori di ciclismoweb.net