Alberto Dainese: “Voglio tornare a vincere”

“Sono stati due anni dai quali esco con l’amaro in bocca. Avrei voluto fare di più ma non sono riuscito a fare quanto era nella mia testa” sono le parole con cui Alberto Dainese riassume la sua esperienza alla Tudor Pro Cycling, chiude la porta con il passato e si prepara a guardare al futuro.

Cosa non ha funzionato alla Tudor?
“La squadra non mi ha fatto mancare nulla e, anzi, devo solo ringraziarli per avermi sostenuto. Nel febbraio 2024, appena arrivato, stavo benissimo, ero motivato, c’erano grandi aspettative, stavo volando e poi… sono volato a terra. Sono state due stagioni condizionate da quell’infortunio da cui non mi sono più ripreso e da cui sto uscendo finalmente solo in questo periodo. Ho affrontato una preparazione che forse non ha tenuto ben presente il periodo di stop da cui arrivavo e di conseguenza in gara ho faticato a ritrovarmi”.

Cosa le è mancato di più in questo 2025?
“Ho fatto un anno a digiuno da vittorie e questo mi pesa enormemente”.

Nel 2026 Dainese tornerà nel World Tour con la Soudal Quick Step: una formazione storica del ciclismo mondiale, completamente ridisegnata rispetto al recente passato, dopo la partenza di Remco Evenepoel. Che squadra sarà nella prossima stagione?
“E’ una squadra che tornerà a puntare ai successi di tappa e alle volate con Paul Magnier e Tim Merlier che da soli già quest’anno hanno ottenuto più di trenta vittorie. Per me è un grande onore poter far parte di questo gruppo. Hanno investito molto in vista delle classiche con gli innesti di Stuyven e Van Baarle…”

E poi c’è anche Dainese…
“Eh si (sorride, ndr), ci sono anche io. L’obiettivo per me sarà quello di tornare a vincere e di farlo con continuità: avrò a disposizione un team di primissimo livello, che si presenta sempre al via per vincere e voglio sfruttare al massimo questa opportunità”.

Il professionista di Abano Terme è oggi uno dei punti di riferimento del ciclismo italiano: a 27 anni, con ben sei stagioni già passate nella massima categoria, è arrivato il momento di raccogliere i frutti del tanto lavoro svolto sin qui. Sarà un biennio decisivo per lei, non crede?
“Assolutamente si: è arrivato il mio momento e devo coglierlo al volo. Sento di aver raggiunto la mia maturità atletica. Non solo dal punto di vista fisico ma anche nella gestione della preparazione, nella programmazione degli appuntamenti, nella conoscenza del mio corpo e sotto il punto di vista mentale”.

Quanto contano gli aspetti mentali per un corridore moderno?
“La testa è fondamentale e in questi ultimi due anni ho sentito di non essere sufficientemente sereno e concentrato. Ora gli interventi per recuperare dall’infortunio sono ormai al termine e mi sento libero di superare il trauma e di gettarmi nella mischia”.

A partire da Elia Viviani, molti suoi colleghi a fine 2025 appenderanno la bici al chiodo. Come è cambiato il ciclismo in questi anni?
“Effettivamente quest’anno ci sarà un bel turn-over. Ogni anno ci sono degli aggiornamenti sulla preparazione, sui materiali e sulle metodologie. Anche sotto questo punto di vista mi sento maturo e sento di avere sotto controllo tutti i vari dettagli che possono aiutare a fare la differenza”.

Come si sta preparando?
“Sto seguendo una preparazione personalizzata. Con la squadra abbiamo fatto un primo ritiro in Soudal per conoscerci, ci ritroveremo a dicembre per il raduno di due settimane in Spagna in cui andremo ad affinare i vari meccanismi”.

A quando il debutto su strada?
“Correrò il Tour Down Under in Australia già a gennaio e anche questo è uno stimolo in più. Sia io che la squadra volevamo partire subito forte e lo abbiamo programmato per trovare il giusto feeling sin dalla prima uscita”.

Quali gli obiettivi stagionali?
“L’obiettivo principale è solo quello di vincere, non conta dove, l’importante sarà andare a segno e regalare soddisfazioni alla squadra. Avrò a disposizione un calendario di corse adatte a me dove proverò ad esprimermi al meglio. Poi se ci dovesse essere l’opportunità di correre il Tour de France, anche in appoggio a Magnier e a Merlier, con la possibilità di giocarmi le mie carte in certe tappe, per me sarebbe davvero il massimo”.

Andrea Fin

Andrea Fin

Ex corridore, giornalista pubblicista e direttore di ciclismoweb.net dal 2012 a cui piace approfondire tutti i temi legati al mondo delle due ruote anche grazie al lavoro della redazione e dei collaboratori di ciclismoweb.net