Un ritrovo silenzioso, ordinato ma pieno di calore. Una stele bianca, baciata dal colorato sole d’autunno. Un ricordo lieve, una carezza dolce come il suo sguardo. Davide Rebellin è stato ricordato così ieri mattina nel corso dell’inaugurazione del monumento voluto a sua memoria dall’appassionato Lino Diquigiovanni proprio a Montebello, lungo la Strada Regionale 11, nel luogo in cui il campione di Lonigo è stato investito esattamente tre anni fa da un camionista tedesco che lo ha strappato così all’affetto dei suoi cari e di tutti i tifosi delle due ruote.
“Davide era un esempio per tutti” ripete Lino Diquigiovanni che lo equipara ai fuoriclasse del pallone come Roberto Baggio e Luka Modric. “La sua lunga carriera ne testimonia il suo essere davvero speciale. Grazie a lui ho vissuto momenti indimenticabili, vittorie che rimangono scolpite nella storia del ciclismo. Davide ha pagato anche le colpe che non aveva ma lo ha fatto con riservatezza, senza mai alzare la voce. Per questo ho voluto fortemente questo monumento qui, per ricordarlo per sempre”.
Al fianco di Lino Diquigiovanni ci sono mamma Brigida e i fratelli Simone e Carlo, c’è Roberto Gallinetta e tanti ex professionisti ed amici come Bruno Cenghialta, Fabio Baldato, Gilberto Simoni, Giorgio Furlan, Alessandro Bertolini, Silvio Martinello, Gianni Faresin, Angelo Furlan. Tra loro anche il CT azzurro, Roberto Amadio, il Presidente della ACCPI Cristian Salvato, il Presidente della Riboli, Gianni Tebaldo, il DS Giuseppe Cusini e il dott. Lucio Cordioli che ricorda: “Davide ha messo in pratica l’insegnamento del Vangelo: ama il prossimo tuo. Mai una parola fuori posto, mai un litigio. Quando vinceva sorrideva, quando perdeva aveva solo qualche parola sussurrata. Siamo felici ed orgogliosi di averlo visto crescere, vincere e affermarsi e oggi lo ricordiamo con grande affetto e ammirazione”.
Ad appoggiare l’iniziativa di Lino Diquigiovanni anche i Sindaci di Montebello, Dino Magnabosco, di Lonigo, Pier Luigi Giacomello e di Montecchio, Silvio Parise oltre che il consigliere della Regione Veneto, Marco Zecchinato che ha ricordato: “In Consiglio Regionale abbiamo votato una mozione affinchè venga restituita a Davide e alla sua famiglia la medaglia olimpica che aveva conquistato a Pechino e che gli è stata tolta ingiustamente. So che la Federazione ha appoggiato questa richiesta e spero che presto arrivi anche questo riconoscimento che potrà rendere giustizia a Davide”. Una iniziativa appoggiata anche dal Presidente del CONI del Veneto, Dino Ponchio e dal Consigliere nazionale della FCI, Sandro Checchin.
“Con Davide ci siamo scontrati spesso in corsa ma la stima era reciproca. Ci manca davvero tanto la sua presenza” aggiunge Gilberto Simoni. Tra i tanti ex anche i genitori di Michele Scarponi, compagno di squadra di Davide alla Diquigiovanni di Marco Bellini e Gianni Savio, unito dalla stessa sorte.
“Una vicenda, quella di Davide, che ci deve insegnare molto e deve portarci a non abbassare mai la guarda sul tema della sicurezza di chi va in bicicletta” sottolinea Fabio Baldato, oggi tecnico della UAE di Pogacar. “Io e Davide siamo cresciuti assieme, abitavamo a pochi chilometri di distanza. Quando in allenamento dovevo far fatica lo cercavo sempre e pedalavo con lui: era uno stimolo e un’esempio anche per noi che eravamo in gruppo al suo fianco”.