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Home » Tutte le notizie » Amatori: prosegue la disputa tra ACSI e FCI
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Amatori: prosegue la disputa tra ACSI e FCI

Redazione - Ciclismoweb.netBy Redazione - Ciclismoweb.net5 Novembre 2025

Non c’è tregua tra FCI e ACSI. Dopo la decisione della FCI di sospendere la convenzione in atto con gli enti di promozione e la polemica che ne è scaturita, ieri, 4 novembre, le parti sono tornate ad incontrarsi. Nonostante le parole di Gianni Cantini, responsabile FCI per il settore amatoriale, che auspicava che si sarebbe giunti in tempi rapidi ad un accordo, l’esito della riunione romana è stata, ancora una volta, una fumata nera.

LA FCI CON TUTTI TRANNE ACSI – “A seguito di un incontro tra il presidente di Commissione Amatoriale, Gianni Cantini, il vicepresidente federale referente per il settore, Saverio Metti, e i rappresentati degli Enti di Promozione Sportiva, è stato trovato l’accordo per il rinnovo delle stesse Convenzioni per l’anno 2026 con Uisp, AICS, Csain, CSI, Opes, ASI, Us Acli e Csen” ha annunciato seccamente la FCI senza nominare ACSI.

Un comunicato a cui ha fatto seguito un’ampia presa di posizione da parte del Presidente Acsi, Emiliano Borgna: “L’ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero – ha partecipato oggi, con senso di responsabilità e rispetto istituzionale, all’incontro convocato dalla Federazione Ciclistica Italiana in merito alla sospensione della convenzione tra i due enti, anche per eventualmente discutere su una nuova convenzione. Abbiamo ritenuto doveroso esserci, nel rispetto del movimento ciclistico, delle società, degli organizzatori e dei tanti appassionati che chiedono chiarezza e unità. Tuttavia, l’incontro non ha prodotto alcun risultato concreto. La Fci ha ribadito la propria volontà di gestire tutte le Gran Fondo, rivendicando un presunto diritto di esclusiva organizzativa che non trova alcun fondamento normativo italiano e neppure nei regolamenti internazionali”.

“Una posizione che di fatto nega la libertà associativa riconosciuta agli Enti di Promozione Sportiva e contrasta con i principi di collaborazione sanciti dallo stesso sistema sportivo nazionale. Tale comportamento conferma la volontà di chiudere un rapporto costruito negli anni con rispetto reciproco, impegno e risultati concreti. L’ACSI non può e non vuole cedere a logiche che nulla hanno a che vedere con lo sport. Riteniamo inaccettabile che una Federazione tenti di imporre il controllo su manifestazioni e società che da anni operano con professionalità, sicurezza e qualità riconosciute da tutti — istituzioni comprese.

Siamo andati all’incontro per rispetto, non per arrenderci. L’ACSI continuerà a difendere la libertà dello sport, i diritti delle società e la dignità del movimento ciclistico amatoriale. L’ACSI resta aperta al dialogo con il Coni e con il Ministero dello Sport, convinta che il futuro dello sport italiano passi dalla collaborazione, non dalle prese di posizione. Lo sport non può essere gestito come un monopolio, ma come un bene comune che tutti dobbiamo difendere far crescere e preservare”.

ACCORDO NECESSARIO – L’accordo tra le parti è però necessario affinchè ACSI possa svolgere regolarmente il proprio ruolo anche nel ciclismo. Allo stesso tempo, però, la FCI non può continuare ad ignorare le richieste di un ente che raduna la maggior parte dei tesserati e degli organizzatori del mondo amatoriale.

Il punto che divide l’ente e la federazione sarebbe l’organizzazione delle Gran Fondo (ovvero delle competizioni superiori ai 120 chilometri) che la FCI rivendica di propria competenza ma che di fatto, fino ad oggi, sono state portate avanti dagli affiliati ACSI.

In questi ultimi giorni si sono sommati diversi appelli alla ragionevolezza da parte di chi opera nel mondo amatoriale. Appelli rimasti al momento inascoltati ma la telenovela è destinata a proseguire…

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