RR: Urbino, la piazza, l'arrivo in curva e le pazzie dei corridori

Tina Ruggeri Domenica 30 Agosto 2020 Ruote Ruggenti

Lo strappo con pendenza da brivido per l’arrivo in Piazza della Repubblica assomigliava allo strappo di Santa Caterina a Siena, alle Strade Bianche. In pratica una penitenza ogni millimetro di porfido per arrivare in cima alla salita e alla fine della sofferenza. E poi curva secca a destra. La prima tappa del Giro d’Italia Under 23 ha segnato l’avvio della prima corsa a tappe per dilettanti in Italia nell’anno del Covid e del limbo nel quale ha vissuto questa stagione agonistica. Lo strappo secco a destra, dicevamo.

urbino2Quei due metri di sanpietrini che hanno agevolato lo spagnolo Ropero della Kometa sul belga Vandenabeele della Lotto Soudal e sull’azzurro Antonio Tiberi. Uno strappo che vale imprecazioni e botte secche sul manubrio. Perché quella curva li, in cima alla salita, i corridori dovevano guardarla bene prima di partire per la tappa di avvio del Giro. Salendoci su, arrampicati sui rapporti più agili, strappando uno ad uno i sanpietrini che costellano quella via, i corridori che ambivano alla vittoria dovevano fotografarli visivamente. Perché Ropero ha vinto li, stringendo gli avversari e affondando le pedalate come fossero ramponi. La prima tappa di una corsa finalmente nata, dopo i tanti timori sulla ripartenza del ciclismo, è stata vissuta e gestita da parte delle squadre italiane un pò alla esordiente. Senza una gestione forte, senza che nessun team avesse preso in mano le redini di una frazione che alla fine ha parlato spagnolo. Pronti via si parte subito in fuga.

Un mescolone di corridori senza che nessuno dall’ammiraglia facesse la voce forte. Il ritmo è forsennato, tutti i corridori scalpitano. Chi si vuol mettere in evidenza, chi si sente in forza e spinge per sparigliare le carte, chi brucia le proprie cartucce subito per poi arrivare entro il tempo massimo. Il Giro d’Italia Under 23 quest’anno è un vero e proprio discrimen. Uno spartiacque di fuoco. Un ossimoro. C’è poco tempo per far valere il proprio potenziale, c’è poco tempo per capire se vale la pena d’andare avanti, o cercarsi un lavoro. E si parte, si spara, incuranti dei diktat dall’ammiraglia o gli stessi diktat che dall’ammiraglia lasciano carte libere. E intanto Ropero infila la curva e infila la pattuglia italiana. E per poco i corridori non si infilano nel bagagliaio delle auto. Perché, come la stagione è corta, così anche il rettifilo in salita sui sanpietrini è corto.  E dopo il primo gruppetto arrivato in cima alla piazza, per gli altri corridori giunti distanziati (non per il covid ma per la fatica), si trovano la strada sbarrata dalle auto e dai corridori che li hanno preceduti. E’ un anno corto ormai, ma proprio in tutto.

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