Giro a Sappada... in Veneto o in Friuli?

Tina Ruggeri Lunedì 11 Dicembre 2017 Ruote Ruggenti

Plodn, Bladen, Sapade, Ploden, Sapada. Tanti nomi, un solo piccolo pase di milletrecentoequalcosa abitanti. Isola germanofona, che scivola tra il ladino, il friulano e il tedesco. Dove il veneto lo si conosce solo dal 1852 passando da Udine a Belluno e nel 1866 annessa all'Italia. Magnifica Comunità del Cadore, ma del Cadore non fa parte visto che appena attorno all'anno Mille una nobile famiglia austriaca, su invito dei conti di Gorizia scesero dal Tirolo e fondarono appunto Sappada.

 photoScanferla 0245SAPPADA INDIPENDENTE - Sappada da Zapar insomma, opera di disboscamento, zappa, pala e piccone per rendere quel luogo selvaggio, abitato. Mille e poco più abitanti che festanti attendono a maggio il Giro d'Italia. Quel Giro di quell'Italia alla quale non si sentono d'appartenere. E per sentirsi almeno un po' italiani ( i sappadini vennero persino deportati, durante la prima guerra mondiale in Toscana, Campania e Sicilia perché filo austriaci ) hanno scelto di passare al Friuli. Creando un caso senza precedenti. La tappa del Giro d'Italia, voluta fortemente dal Veneto, chi la paga visto che con un referendum e un passaggio in Parlamento i sappadini, ne friulani, ne più austriaci, ne ladini ne venti hanno scelto di passare alla regione autonoma dell'aquila asburgica?

Un bel grattacapo per i governatori del Veneto e del Friuli. “Un bel grattacapo si – ci racconta dopo la presentazione della corsa rosa, Diego Bolzonello, vice presidente della Regione Friuli Venezia Giulia , tra l'altro trevigiano di origine-. Soprattutto accogliere Sappada nella nostra regione è un impegno non indifferente. I sappadini da noi si aspettano tanto. Dovremo investire notevoli risorse negli impianti di risalita per lo sci, nelle infrastrutture e in molto altro. Insomma, non è un passaggio così indolore. In quanto alla tappa del Giro d'Italia, dobbiamo attendere. Il processo burocratico del passaggio di consegne del comune tra una regione e l'altra non è così semplice e scontato. C'è tanta burocrazia nel mezzo e quindi ritengo che per maggio – giugno Sappada non sarà a tutti gli effetti friulana ma ancora veneta. Allo studio eventualmente, non dovesse più intervenire economicamente il Veneto, abbiamo pronte le alternative”.

LE TRE VIE - Gongola invece Enzo Cainero, deus ex machina del ciclismo friulano, che ci mostra furtivamente un bigliettino, nascondendolo subito dopo: “Abbiamo il tracciato alternativo per la tappa di Sappada e anche i fondi per sostenerla. Il Friuli non molla”.

Diverse le ipotesi o le soluzioni al momento per la tappa sappadina. Il Veneto la sostiene ancora e quindi, nonostante lo schiaffo del passaggio ad altra regione di Sappada, Luca Zaia fa il signore e si accolla le spese, oppure il Veneto cede il passo al Friuli e gli passa l'affair “tappa Sappada” con spese annesse e connesse e quindi ecco inserirsi l'ipotesi di percorso alternativo di Cainero senza transitare per il Veneto.

Terza ipotesi, la tappa resta al momento in territorio veneto, anche perché come specificato da Bolzonello, la burocrazia è più lenta della volontà di cambiamento, e quindi il Veneto studia un percorso che arrivi dieci chilometri prima di Sappada, quindi non nel centro del paese incastonato in una sorta di enclave, di un mondo a se stante, rimanendo completamente in Veneto, pur chiamandola tappa di Sappada.

L'ULTIMA ZAMPATA - Interpellato l'assessore al turismo del Veneto, il trevigiano Federico Caner, allarga le braccia: “Sono si assessore al turismo ma della questione io non me ne occupo. La Presidenza Zaia, dai suoi uffici dipende la vicenda. E si sta cercando di sciogliere il nodo della tappa. Ma credo che il Veneto farà ancora una volta la parte del signore e soprattutto...del leone”.

Insomma la tappa di Sappada protrebbe essere l'ultima zampata del leone di San Marco nel comune dove nasce il Piave, dal Monte Peralba, prima che il Piave passi sotto le ali dell'aquila asburgica. Come se una prima guerra mondiale e tutti i morti sulle montagne per liberare il Veneto e il Friuli dal dominio asburgico, a questo punto, non fossero serviti a nulla.. Il resto lo dirà la storia...

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