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Ordine d'arrivo:
1° Manuel Fumic - Henrique Avancini (Cannondale Factory Racing XC) 4h25'35"
2° Christoph Sauser - Jaroslav Kulhavy (Investec-Songo-Specialized) a 54"
3° Jochen Kaess - Markus Kaufmann (Centurion Vaude) a 3'46"
4° Nino Schurter - Matthias Stirnemann (Scott SRAM MTB Racing) a 3'34"
5° Nicola Rohrbach - Daniel Geismayr a 4'26"

Classifica generale:
1° Manuel Fumic - Henrique Avancini (Cannondale Factory Racing XC)
2° Christoph Sauser - Jaroslav Kulhavy (Investec-Songo-Specialized) a 2'41"
3° Nino Schurter - Matthias Stirnemann (Scott SRAM MTB Racing) a 5'24"
4° Hector Leonardo Paez - Max Knox (kansal Plascon) a 7'25"
5° Jochen Kaess - Markus Kaufmann (Centurion Vaude) a 7'45"


La prima tappa ci ha subito regalato forti emozioni e un finale decisamente diverso da quello che ci si poteva aspettare alla vigilia della Cape Epic.

arrivo capeFumic e Avancini (nella foto Cape Epic, l'arrivo) hanno dimostrato di poter davvero puntare in alto anche in classifica generale, dopo la vittoria del Prologo e della prima tappa (ben 101 km sugli sterrati sudafricani) percorsa .

Al secondo “water point”, dopo 57 km di mangia e bevi, le coppie favorite (ben 11) erano ancora tutte insieme e si sono dissetate e alimentate prima di affrontare la prima lunga salita di questa edizione.

Solo la Scott di Schurter-Stirnemann e la coppia “Cannondale” Fumic-Avancini sono riuscite a seguire il ritmo scatenato della coppia “Specialized” formata da Sauser e Kulhavy, che per un lungo periodo di gara ha mantenuto un vantaggio di 20-30 secondi.

Proprio qui troviamo la chiave della gara: la coppia Specialized si ferma al terzo water point per bere qualcosa mentre le altre due formazioni saltano il rifornimento e tirano dritto!

A questo punto Sauser e Kulhavy attaccano forte e chiudono il gap, si forma così un drappello di 6 atleti al comando (Scott-Specialized e Cannondale).

Il forcing degli uomini Specialized fa male e i primi a subire la fatica sono Schurter e Stirnemann (Scott-Sram), ma proprio sul più bello Jaroslav Kulhavy è vittima di una foratura che gli ha causato anche una caduta senza conseguenze. La coppia ceco-svizzera è costretta a perdere circa 3 minuti per riparare ai danni, ma non si arrendono e, davvero indemoniati, recuperano subito un minuto nei confronti della testa della corsa. Questo però non basta ed è così che Manuel Fumic e Henrique Avancini si impongono anche vincendo la prima tappa della Cape Epic 2017 dopo 4 ore 25’ e 35”, con un vantaggio di 2 minuti e 41”. In pochi lo avrebbero detto, eppure dopo due giornate la coppia Cannondale ha già due vittorie in tasca ed è riuscita ad aumentare il vantaggio in classifica nei confronti dei diretti avversari nonostante Avancini (a detta sua) abbia avuto una giornata difficile dal punto di vista fisico.

Sicuramente Sauser e Kulhavy sono i corridori che hanno dimostrato di poter dire tanto già da , considerando il loro secondo posto nonostante la foratura. Sono esperti, in forma e più quotati per le tappe lunghe che questa Cape Epic ha ancora in serbo per loro.

Al terzo posto troviamo la coppia Scott-Sram di Schurter e Stirnemann, giunti al traguardo con un ritardo di 5’ e 24”. Ottima la loro prova.

Subito alle loro spalle troviamo Leonardo Paez e il Sudafricano Knox (Kansai Placson), quarti all’arrivo, protagonisti di una prova maiuscola.

Per gli italiani è stata una giornata difficile, a causa di qualche problema fisico dopo i primi 30 km per Medvedev (in coppia con Porro), anche se il duo “Trek-Selle San Marco” è riuscito a difendersi e a salvare una giornata difficile giungendo nona al traguardo con un distacco di 14 minuti e 50”. Alla Cape Epic basta poco per avere una giornata terribilmente dura e la cosa più importante è riuscire a superarla, loro ci sono riusciti.

Le altre due coppie italiane (Ferraro-Rabensteiner per la Trek-Selle San Marco e Gambino-Pirazzoli per il Team Kansai Plascon) sono giunte all’arrivo rispettivamente in 20esima e 26esima posizione.

Un fattore davvero interessante e curioso che sarà forse fondamentale nei prossimi giorni è questo: la Cannondale Facotry Racing Xc (che è sempre leader) è l’unica squadra tra quelle che puntano alla classifica a non avere un “team B” che possa “correre in aiuto” di Fumic e Avancini coprendogli le spalle in caso di guasti gravi (rotture di ruote o simili).

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI - Manuel Fumic: “E’ stato bello , davvero bello. Il nostro piano era di stare davanti il più possibile e gli altri team hanno fatto un grosso lavoro favorendoci, come ad esempio Nino (Schurter) e Susi (Sauser) che hanno spinto davvero forte, ma noi siamo stati in grado di spingere più forte. Siamo stati anche fortunati con la caduta di Kulhavy ma questo è ciò che accade in gare come queste. Sono davvero felice di essere ancora leader insieme ad Avancini e di poter portare ancora la maglia gialla .”

Sauser: “E' stata una buona giornata per noi, nonostante qualche problema tecnico e la caduta di Jaroslav. Il nostro piano era di stare davanti e fare un buon ritmo, e così è andata.”

Kulhavy: “Mi sento davvero molto bene, peccato per quella caduta che però non ha avuto conseguenze. Sono molto contento per , ci siamo divertiti davvero molto”.

Platt: “Dura, pfff, è stata davvero dura. Pfffff, davvero super dura”. (Stremato)

Schurter: “Io e Stirnemann abbiamo spinto e spinto davvero duramente, stavamo bene, ma il finale era insidioso e duro. Siamo comunque contenti.”

Seconda tappa da Hermanus a Greyton, con ben 102km e 2350m di dislivello da affrontare. La temperatura media prevista sarà di 30 gradi centigradi nonostante i bikers partano prestissimo al mattino. Lo spettacolo continua…

Servizio a cura di Jacopo Billi

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