Imola: Super-Pippo regala un oro storico all'Italia!

Tina Ruggeri Venerdì 25 Settembre 2020 Professionisti

Ordine d'arrivo:
1° Filippo Ganna (Italia) 35'54"
2° Wout Van Aert (Belgio) a 26"
3° Stefan Kung (Svizzera) a 29"
4° Geraint Thomas (Gran Bretagna) a 37"
5° Rohan Dennis (Australia) a 39"
6° Kasper Asgreen (Danimarca) a 47"
7° Remi Cavagna (Francia) a 48"
8° Victor Campenaerts (Belgio) a 52"
9° Alex Dowsett (Gran Bretagna) a 1'06"
10° Tom Dumoulin (Olanda) a 1'14"
14° Edoardo Affini (Italia) a 1'31"

ganna1La foto scattata giovedì mattina all’autodromo di Imola a Filippo Ganna mentre insieme a Edoardo Affini si stavano preparando per la gara contro il tempo, la dice lunga sull’impresa “burlona” di Super Pippo Ganna. Gli urliamo, a distanza di sicurezza come impongono le regole del Covid, di mettersi in posa assieme all’amico fraterno e compagno di nazionale, Affini, per la foto, uno scatto quasdi rubatom, prima di andare a provare il percorso iridato in compagnia del fido Marco Velo che gli avrebbe fatto fare un pò di dietro moto. E Pippo come sempre burlone, al primno scatto si mette in posa poi al secondo ci dice: “Se vinco pubblichi questa” e d’improvviso appoggia la mano sinistra sul caschetto di Affini e alza due dita. Lo sguardo glaciale di Marco Velo gli fa optare per il simbolo della vittoria.

Un segno del destino, uno scatto storico. Quello della vittoreia poi all’autodromo di Imola. Una medaglia che nel ciclismo monderno l’Italia inseguiva da anni. Filippo Ganna è stato una locomotiva umana. Quasi due metri di altezza per 85 chili di simpatia, di allegria, di grinta, di voglia di vincere. Un iride sul cielo di Imola tornato a splendere dopo 52 anni, quando, nella gara in linea, si impose Vittorio Adorni. Quel “pubblica la foto così”, ce lo ricorderemo per sempre. Grazie Pippo. Metti ancora sulla testa di Edoardo Affini la mano con il simbolo della vittoria. Ci serve ancora per tanti altri traguardi e soprattutto per risollevare il ciclismo azzurro. Pippo, continua a stracciare i tuoi record. Il ciclismo italiano ha bisogno di burloni come te

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