1^ Tappa - 43° Tour of the Alps - Kufstein (Aut) 2.HC

Redazione - Ciclismoweb.net Lunedì 22 Aprile 2019 Professionisti

Ordine d’arrivo:
1° Tao Geoghegan Hart (Sky) 3h30’48”
2° Alex Aranburu (Caja Rural)
3° Roland Thalmann (Vorarlberg Santic)
4° Pello Bilbao (Astana)
5° Nikita Stalnov (Astana)
6° Chris Froome (Sky)
7° Aleksandr Vlasov (Gazprom RusVelo)
8° Rafal Majka (Bora Hansgrohe)
9° Giovanni Carboni (Bardiani CSF)
10° Dayer Quintana (Neri Selle Italia

Classifica generale:
1° Tao Geoghegan Hart (Sky)
2° Alex Aranburu (Caja Rural) a 4”
3° Roland Thalmann (Vorarlberg Santic) a 6”
4° Pello Bilbao (Astana) a 10”
5° Nikita Stalnov (Astana)
6° Chris Froome (Sky)
7° Aleksandr Vlasov (Gazprom RusVelo)
8° Rafal Majka (Bora Hansgrohe)
9° Giovanni Carboni (Bardiani CSF)
10° Dayer Quintana (Neri Selle Italia)

E’ in corso il secondo passaggio dei corridori della prima tappa del Tour of the Alps. Il transito della carovana è nel centro di Kufstein, capitale del Tirolo. Per gli italiani è il giorno di Pasquetta, quindi di festa. Per gli austriaci non è ben chiaro se sia un giorno a metà, di festa e di lavoro. Si avvicina un ragazzo sui 25 anni, cellulare orecchino e abbigliamento chiaramente italiano. “Scusate ma in gruppo ci sono italiani?”. Gli rispondiamo: “Si, è il Tour of the Alps. Certo che ci sono squadre italiane e corridori italiani”… Incalza: “C’è anche Nibali, c’è Visconti?”. Gli spieghiamo che non ci sono tutti i corridori italiani ma molti, quelli che corrono in team stranieri e sono italiani e alcuni team italiani.

“Sono siciliano - ci racconta -. Ma vivo qui a Kufstein. Faccio il magazziniere. In Sicilia, in Italia, non c’è lavoro. Il ciclismo mi piace, lo seguo tanto, vedere in televisione corridori italiani e siciliani in particolare, mi fa sentire a casa. Grazie a Vincenzo Nibali seguo tanto il ciclismo. Me lo ha fatto amare più di ogni altro sport. E’ un campione ma tutti gli italiani che praticano ciclismo sono dei campioni. Vederli in gara o sul podio mi rende orgoglioso di essere italiano, qui in Austria. Se potete, salutatelo per me. E ditegli che sono un emigrante anche io come lui, anche se lui lo è in bicicletta. Il ciclismo mi fa sentire in una grande famiglia”. E se ne va questo ragazzo di cui non sapremo mai il nome, felice di aver visto degli italiani, dei corridori che lo hanno fatto sentire a casa. Il ciclismo è anche questo.

Forse i corridori non percepiscono fino in fondo la potenza di questo sport, ma nemmeno tutti gli addetti ai lavori capiscono la grandezza di un movimento che si sposta sulle strade del mondo e fa incrociare popoli, culture, gente, generazioni, storie. Un ciclismo che in Italia sta andando a morire se non si cambia registro. “Emigrante del pedale o meglio dell’ammiraglia lo sono anche io - ci racconta Michele Devoti - diesse della russa Gazprom -. Osservo da un mondo completamente diverso, dall’osservatorio russo, ciò che sta accadendo al nostro movimento. C’è davvero tanto da cambiare se vogliamo ripartire. Gli stranieri hanno grinta, voglia di emergere e prendono il ciclismo seriamente. Lo considerano un. Lavoro vero e proprio. Se fatto bene da risultati. All’estero l’hanno capita. Qui da noi in Italia c’è troppa pressione sin dalle categorie giovanili, genitori, nonni, ziii, parenti, diesse, l’entourage che trasforma ragazzini già da allievi in fenomeni. In Italia non possiamo parlare solo di continental senza tutelare il nostro patrimonio di atleti e una tradizione di ciclismo che abbiamo avito e ormai abbiamo perso”.

Il ciclismo però parla sempre più straniero. Sul podio della prima tappa di Kufstein ci sale un corridore britannico, alto, longilineo, del team Sky ma non Cris Froome. Ci sale Tao Geoghegan Hart, antica conoscenza nel mondo degli under 23 nelle gare internazionali tricolori. Ma il duello c’è stato. Tra i due grandi in corsa. Che si sono studiati, guardati e duellati, come avevamo anticipato ieri. Piuttosto si sono studiati. Vincenzo Nibali ha sferrato l’attacco nel finale, volendo fare il primattore, Cris Froome ha corso coperto e lanciato sul traguardo tirolese il giovane Tao alla sua prima vittoria stagionale. “I complimenti - racconta Tao Geoghegan Hart - vanno a Leonardo Basso che ha condotto bene la tappa e anche tatticamente. Ci ha coperto dagli avversari in tutte le azioni e quando è stato il momento ha sfiancato il gruppo. E ha tenuto coperto anche Froome che sta provando la sua condizione. E mi ha detto vai e io sono partito. Non è stato facile contenere Nibali ma sul mio spunto veloce sul traguardo mi ha fatto vincere agevolmente”.

In conferenza stampa racconta delle sua storia ciclistica: “Sono molto legato all’Italia anche se siamo al Tour of the Alps e in Tirolo. Ho vinto il Giro di Lunigiana e sono rimasto molto legato ad alcuni corridori italiani come Simone Velasco. E poi da under23 ho vinto il Trofeo Piva, la corsa più bella da dilettante”. E non a caso negli ultimi chilometri della prima tappa dell’ex Giro del Trentino è andato in fuga, rischiando pure  di vincere, Georg Zimmermann . Ride Teo quando glielo diciamo: “Ah pensa te. Vuol dire che è una corsa che porta bene”. Lo stesso Georg intervistato al traguardo ci dice: “Qui in Tirolo volevo fare bene, sono tedesco ma indosso la maglia del Tirol. Al Piva ho comunicato a conquistare la forma, ora vedremo come andrà questo tour”

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