Non festeggiamo. Non basta una Giornata della Bicicletta...

Andrea Fin Giovedì 04 Giugno 2020 News

Ci scuserete. Non abbiamo festeggiato la "Giornata della Bicicletta". L'abbiamo volutamente ignorata. Non abbiamo dato spazio a promozioni commerciali, sermoni dedicati all'uso delle due ruote, ai numeri raggiunti dalle vendite di biciclette e non abbiamo parlato dei mirabolanti progetti di governi, ministeri, politici senza portafoglio e federazioni.

ph PHRS92361In un Paese in cui le rose si regalano solo il 14 febbraio e i crisantemi si portano al cimitero solo il 1° novembre, da buoni amanti del mondo del pedale abbiamo voluto andare contro corrente. Non è stata una scelta narcisistica, ma la decisione di una redazione per cui ogni giorno è il "giorno della bicicletta".

Una redazione di uomini e donne abituati a parlare di ciclismo, a confrontarsi e a scontrarsi sui temi legati alle due ruote. Un gruppo di lavoro per cui non è accettabile che chi pedala sulle strade italiane sia costretto a rischiare la vita: al netto di bonus bicicletta, disegni di legge e campagne informative, non si è fatto ancora nulla di concreto perchè il massacro di chi pedala venga interrotto. In Italia, di bicicletta, si muore. Solo un cuore grande e una passione immensa di mamme, papà e dirigenti senza tempo consentono a tanti ragazzini di cimentarsi ancora oggi in sella alla propria bicicletta su strade sempre meno sicure, sempre più popolate da autisti-killer e da ostacoli assassini. Se si usasse solo la razionalità verrebbe da dire: fermatevi tutti, dedicatevi ad uno sport più sicuro, smettetela di organizzare gare dove si rischia la vita.

Il lockdown ci ha regalato l'occasione di ripensare al modello di ciclismo e di mobilità che vogliamo adottare per il futuro ma, anche questa volta, poco o nulla si è fatto: è stato istituito il bonus per acquistare una bici nuova (e nemmeno per tutti...) ma non si è arrivati ad adottare alcun nuovo provvedimento per la sicurezza di chi pedala ogni giorno. Che sia per andare al lavoro o per allenarsi o per gareggiare.

Servono regole certe per chi organizza e garanzie di sicurezza per chi si mette casco e scarpini. Servono infrastrutture come percorsi ciclistici e ciclodromi ma serve anche una svolta nella cultura nazionale perchè le strade devono tornare ad essere lo spazio di tutti: di chi usa il camion, di chi va in macchina ma anche di chi sceglie di pedalare o di andare a piedi.

Oggi, in Italia, così non è ancora e per questo, da giornalisti, appassionati e addetti ai lavori non abbiamo nessun motivo per festeggiare o celebrare una "Giornata della bicicletta".

L'augurio che vogliamo fare al nostro Paese è che non serva una "Giornata della bicicletta" per ricordarci la bellezza e l'importanza del pedalare ma che ogni mattina, alzandoci, possiamo essere consapevoli che sta per iniziare un nuovo giorno nel quale ci sia spazio anche per la bicicletta.


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