ESCLUSIVO: la lettera con cui Di Rocco tenta di far saltare le elezioni

Redazione - Ciclismoweb.net Mercoledì 11 Novembre 2020 News

Mentre tutta l'Italia combatte per restare più o meno aperta, tra zona gialla, arancione e rossa cercando una convivenza possibile con il Covid-19, alla Federazione Ciclistica Italiana c'è chi arretra e chiede addirittura di chiudere tutte le assemblee elettive già autorizzate. Se le chiusure degli ultimi giorni hanno fatto infuriare le piazze con le rivolte a cui ormai quotidianamente assistiamo in tutta Italia, Renato Di Rocco sembra non vedere l'ora di blindare la propria poltrona, anche solo per un altro anno, chiudendo le porte della FCI.

lettera rdr1IL PARERE FAVOREVOLE DEL GOVERNO - Il Dipartimento per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Coni hanno già dato il proprio benestare da alcune settimane: era il 21 ottobre quando con un parere specifico si precisava che le Federazioni sportive erano autorizzate a svolgere le proprie assemblee elettive locali e nazionali in quanto equiparate agli enti pubblici. Così come in tutti i comuni d'Italia si stanno svolgendo i Consigli Comunali, dunque, anche le federazioni sportive possono riunire i propri delegati per procedere con il rinnovo delle cariche in vista del prossimo quadrienno. Avanti tutta con le elezioni, dunque.

Una decisione chiara che ha portato il Consiglio Federale ad avviare la procedura per le elezioni e i vari Comitati provinciali e regionali a programmare le prossime assemblee, tanto che in pochi giorni, grazie all'impegno dei dirigenti federali locali (alcuni dei quali hanno mosso conoscenze personale e pagato cauzioni e caparre) è già andato componendosi un calendario delle assemblee per quasi tutte le province italiane.

I DUBBI DI DI ROCCO - Tutto troppo veloce, tutto troppo pericoloso. Questo il parere del presidente della FCI, Renato Di Rocco, che ha impugnato carta e penna e, senza consultare nè il Consiglio Federale nè il Consiglio di Presidenza ha bypassato sia Coni che Dipartimento per lo sport e ha scritto direttamente ai Ministri della Salute e dell'Iterno per chiedere un parere contrario all'effettuazione delle assemblee elettive.

Nella propria accorata richiesta, che riporta la data del 10 novembre, non curandosi del lavoro già svolto dai presidenti provinciali e regionali nell'organizzazione delle assemblee locali, ha invocato la presenza di un numero di elettori mai visti nella storia della FCI.

NUMERI DA CAPOGIRO... - Secondo Di Rocco le assemblee locali coinvolgerebbero: 2.120 dirigenti, 36.678 atleti e 3.148 direttori sportivi. Cifre che sono, chiaramente, solo teoriche dal momento che ben si sa che per quasi tutte le province non si raggiungerà nemmeno il quorum di partecipazione minima degli atleti e dei tecnici (la cui partecipazione anche nella passata tornata elettorale è stata irrisoria) e che, per quanto riguarda i dirigenti, esiste l'ormai tristemente famoso e abusato strumento delle deleghe (per cui una sola persona può arrivare a rappresentare anche tre diverse società).

Dopo aver fatto inserire negli eventi di "rilevanza nazionale" anche gare di ciclocross di rango regionale per non dire di secondo e terzo piano (con una partecipazione storica decisamente bassa) pur di farle disputare regolarmente, dunque, il presidente Di Rocco ha sentito ieri la necessità di tentare di evitare che si riuniscano le assemblee territoriali.

POLTRONE DA SALVARE - Una richiesta di parere contrario alle assemblee che sarebbe motivata addirittura nell'interesse degli stessi tesserati, secondo il presidente uscente: "lo svolgimento delle Assemblee nonostante la sussistenza degli evidenti pericoli di contagio potrebbe comportare anche una possibile lesione dei diritti degli elettori. Gli stessi aventi diritto al voto si troverebbero infatti di fronte al dilemma di partecipare al voto, con rischio di contagio, o rinunziare ad esercitare la loro potestà" si legge, infatti, nel documento spedito da Di Rocco, a disposizione della redazione di ciclismoweb.net.

Un tentativo, quello messo in atto dal presidente Di Rocco, che svela tutto il timore dell'attuale numero uno del ciclismo italiano, in carica dal 2005, di dover fare spazio al vento del cambiamento che già spira forte tra i corridoi della FCI.

"La Federazione sta ultimando le ultime gare su strada e su pista, che in rispetto e massima attenzione ai protocolli condivisi, si sono svolte con la massima sicurezza ed attenzione con un risultato di diffusione quasi pari a zero, in considerazione dei numerosi tamponi e test effettuati" scrive il coscienzioso Di Rocco che prosegue nel proprio appello per il rinvio delle elezioni "È noto che abbiamo sempre invitato i nostri atleti a fermarsi con gli allenamenti anche quando il DPCM concedeva loro l’opportunità, per non appesantire la tragica situazione ospedaliera dei primi mesi. Invito accettato e consapevolmente condiviso da tutti, con la coscienza di rappresentare un modello soprattutto per i professionisti, nei confronti dei più giovani. Il risultato come evidenziato è stato ottenuto con il massimo del profitto. Ora non vorremmo, che nel mondo del ciclismo, a creare forte pericolo o elementi di diffusione del COVID -19, fossero proprio i dirigenti e gli aventi dritto a voto obbligati a muoversi e riunirsi per ottemperare all’obbligo della presenza nelle assemblee, pur in virtu’ di un decreto che invita a limitare gli spostamenti e di altri che potrebbero intervenire con ulteriori restringimenti in relazione all’attuale grave aumento del numero dei contagiati."

Di fronte ad una simile preoccupazione i vertici federali, avendo avuto tutto il tempo per prevedere questa situazione, avrebbero potuto pensare e autorizzare una formula diversa per le votazioni, da adottare in deroga a quanto previsto dallo statuto della FCI. E, in questo senso le soluzioni sono infinite: non solo le votazioni telematiche o per posta ma anche la votazione tramite seggio, limitando così al minimo gli assembramenti paventati dal numero uno della FCI.

Assemblee provinciali dunque per il momento appese ad un filo, comprese quelle piemontesi già programmate per il prossimo fine settimana, in attesa e nella speranza che i Ministeri della salute e dell'interno rispondano in maniera uniforme alla richiesta del Presidente della FCI.




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