Tommaso Elettrico: il "campione" si racconta...

Tina Ruggeri Venerdì 16 Novembre 2018 Interviste

Domani c'è la festa di Alessandro Ballan, campione del mondo dei professionisti, Varese 2008, che cosa gli vuoi dire?
“Beh complimenti, gli auguro di organizzare una bella festa, lui nel 2008 io il mondiale l'ho vinto sempre a Varese ma nel 2018. Quello dei cicloamatori. Ricorderanno il suo e il mio mondiale”.

elettricoRide Tommaso Elettrico al cellulare. E' a Matera, ogni tanto cade la linea... Quando richiama gli chiediamo se a Matera è arrivata l'elettricità. Le battute si sprecano ma lui ci tiene a sottolineare:
“Il Mondiale degli amatori, inserito nel calendario UCI si corre da 15 anni. E nessuno conosceva l'esistenza del mondiale amatori fino a quando non lo ha vinto Tommaso Elettrico. Se il mondiale amatori è un evento creato dall'Uci e se questo evento lo vince Elettrico che colpa ne ha se indossa la maglia di campione del mondo? A Varese comunque, di maglie di campione del mondo, ne hanno distribuite diverse. Perché si corre per categorie. E ci sono tanti campioni del mondo e tante maglie, ma sembra che lo abbia vinto solo io”

Eh no, sottolineiamo noi, lo avete vinto in due, Tommaso Elettrico e la signora francese di 70 anni che dopo 20 centimetri di cronometro è finita giù dal palco...Sorride e incalza:
“Io ricevo consensi e critiche, ma a me le critiche non mi fanno nulla. E meno male che esistono le critiche. Sono quelle che hanno fatto andare avanti il mio personaggio. Io sono conosciuto nel mondo del ciclismo dagli juniores ai professionisti e amatori. E comunque nell'articolo che ciclismoweb mi ha fatto avete scritto una cosa errata. Da dilettante ho fatto due risultati nei dieci, un settimo e un nono posto. Da dilettante sulla carta ho corso un solo anno. Perchè i primi sei mesi , al primo anno under23 , con la Lucchini Delio Gallina di cesare Turchetti ho iniziato a luglio perché ero infortunato. Poi sono venuto a Padova alla Promosport di Giorgio Furlan. Li ho corso, tre, quattro mesi. Ma non me lo sentivo più mio quel tipo di ciclismo. Sono stati tanti anni lontano da casa, le giovanili le ho fatte in Toscana, da junior con la Giusti Edilizia e prima in Puglia con la Leonessa di Puglia assieme a Paolo Colonna. I risultati tardavano a venire, e nel mio caso ho avuto la maturazione fisica e mentale tardi, sono maturato tardi e mi piaceva correre. Nel mondo amatoriale ho riscoperto la voglia di fare fatica, di allenarmi, di fare sacrifici. Quando mi sveglio la mattina e vado in bici sono felice, mi piace, ho voglia di allenarmi, di sacrificarmi e divertirmi in bici. Dopo il secondo anno da under23 ho avuto una proposta di lavoro e bici, ovvero una azienda, la Takler mi ha dato lavoro in azienda, fa prodotti per camion, parafanghi e altro e sponsorizzava un gruppo di amatori. Da li ho ripreso a correre. I primi due anni da amatore addirittura due continental mi hanno chiesto di andare a correre con loro".

E tu?
"Ho rifiutato perché ho preferito rimanere nei cicloamatori. Ho proseguito il mio percorso. Mi alleno convinto e mi diverto. Tra gli amatori c'è un modo diverso di correre. E non è detto che un professionista che viene a fare le gran fondo le vinca. Su 200 corridori che passano professionisti solo un centinaio fanno carriera. Mentre nei cicloamatori su 5mila che partono e tutti si allenano, una cinquantina sono quelli che si mettono in evidenza. Comunque si, io sono stato corridore, tanti cicloamatori, quelli convinti, magari sono saliti in bici a 30 anni compiuti senza conoscere la bicicletta. Io, rispetto a ciò che tutti pensano non sono uno "convintone". Io vado in bici perché mi piace. Poi se Tommaso Elettrico vince due maratone e 70 gran fondo perché non deve fare parte degli amatori, mi dite perché? Io a differenza di tutti ho sempre deciso di mettere tutto alla luce del sole, anche per mie motivazioni e un'arma per avere più seguito. I selfie, i miei video, tutto. Io mi sono creato un personaggio, a me delle critiche non interessa, io sono contento, quando vedo le condivisioni degli altri mi diverto e basta. Io sono diretto anche quando faccio i video, racconto la mia esperienza. Se con quel video ho la gente mi segue, ho raggiunto il mio obiettivo. Se ho mille condivisioni e 999 parlano male non mi interessa. E comunque il ciclismo deve cambiare".

Come?
"Diventare più appetibile. E poi, scusate, si preoccupano di Tommaso Elettrico e poi fanno correre Tafi. Sono convinto che si tratti alla fine di tutta una manovra pubblicitaria. Uno dei miei obiettivi comunque è di far crescere il ciclismo giovanile al Sud dove c'è bisogno. Ma lo farò quando smetterò di correre. E poi basta dire che le aziende del ciclismo investono nel mondo dei cicloamatori per far correre "sto paracarro" che sarei io. Ci sono aziende che dopo essere entrate nei cicloamatori ora guardano al mondo giovanile e hanno squadre anche juniores".

E il paragone con Eddy Merckx?
"Ah ah il paragone con Eddy Merckx...lì hanno esagerato nell'articolo, è perché chi arrivò secondo al mondiale di Varese si chiamava Merckx... da li è partito tutto"


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