Michele Scartezzini: "Quasi quasi... preferisco la pista!"

Marco Furlanetto Mercoledì 29 Agosto 2018 Interviste

Con ancora tanta felicità nella testa e nel corpo per l'oro europeo vinto nella specialità inseguimento a squadre su pista conquistato ai recenti Campionati di Glasgow, l'azzurro Michele Scartezzini,  ventiseienne di Castel d'Azzano (VR) in forza al team continental Sangemini MG Kvis Vega, ci racconta le sue emozioni ed esperienze su pista e su strada, medaglia d'oro ricordiamo vinta assieme agli altri bravissimi azzurri Elia Viviani, Filippo Ganna, Liam Bertazzo e Francesco Lamon, diretti da un altrettanto splendido lavoro da parte dello staff tecnico della nazionale italiana su pista.

quartetto nC'è veramente un bel gruppo dietro al successo di Glasgow, quanto tempo ci è voluto per arrivare a questi livelli?
"Si! Il gruppo che abbiamo costruito è qualcosa di magnifico, speciale! Dai, possiamo dire che il tutto è iniziato dai Campionati Europei a Grenchen nel 2015. L’anno dopo al mondiale di Londra 2016 abbiamo iniziato ad usare la Bolide fornitaci da Pinarello, e lì è stata la prima volta che abbiamo iniziato a scendere sotto il muro dei 4’."

Credo sia importantissimo per le competizioni su pista come l'inseguimento a squadre essere ben amalgamati e anche conoscersi da tanto tempo, giusto?
"Esatto, i sincronismi sono fondamentali. L'inseguimento a squadre è composto da un quartetto, quindi siamo più ragazzi e sappiamo come va uno o come va l’altro e di conseguenza conosciamo i modi che ha ognuno di noi di comportarsi all’ interno della prova."

Le difficoltà e i problemi della pista sono noti, cosa ti senti di dire a tal proposito?
"Si, i problemi alle strutture avvenuti nell’ ultimo periodo a Montichiari ci hanno un po’ messi in difficoltà con gli allenamenti. Fortunatamente il Coni, la Regione Lombardia e la Federazione Ciclistica Italiana ci sono vicini assicurando i fondi necessari per non perdere un impianto così importante come quello di Montichiari che ci ha fatto crescere tantissimo. Nel frattempo abbiamo potuto usufruire del mitico Vigorelli di Milano grazie all’aiuto dei fratelli Dagnoni e di Citylife, e l’altra fortuna è che sono iniziati anche i lavori per il velodromo di Treviso, quindi in un modo o nell’ altro il modo per allenarci lo abbiamo".

Ti dividi tra strada e pista, cosa ti piace di più?
"Diciamo che con i risultati che stiamo ottenendo e i livelli che stiamo raggiungendo, la pista mi sta attirando molto di più. Se una volta mi divertiva andare in pista perché comunque il sogno era di emergere su strada, ora sto invertendo le parti".

Quando vieni da un periodo di tanti allenamenti in pista e gare, quando torni alla strada, o viceversa, non ti senti un po' "disorientato"? Per te è così facile passare dalla strada alla pista?
"Proprio dopo i Campionati Europei ho affrontato un giro a tappe con i prof in Ungheria,sapevo che avrei fatto fatica. Personalmente quando passo dalla strada o dalla pista non mi sento affatto disorientato, anzi. Magari posso fare più fatica in salita, ma in pianura non ho problemi".

Sei anche abbastanza leggero rispetto ad altri tuoi colleghi della pista, riesci ugualmente ad avere tanta potenza?
"In tanti si chiedono come faccio a raggiungere ottimi risultati in pista  perché vedono in me più uno scalatore che un pistard. Non so, vedo che riesco a stare a ritmi elevati e non mi pesa, soprattutto con i grandi rapporti che dobbiamo spingere".

Ritieni necessario o fondamentale per un corridore, soprattutto per un ragazzo molto giovane che comincia con la bicicletta, fare un po' di pista?
"Secondo me si, anche fare qualche gara. Io ho iniziato, fortunatamente, da piccolo ad andare in pista. Col passare degli anni e l’esperienza che fai, oltre a darti un colpo di pedale diverso, acquisisci scaltrezza, anche solo a muoverti in mezzo al gruppo".

Quindi ti aiuta l'esperienza della pista nelle gare su strada?
"Certamente. Su strada ho vinto gare importanti come il Trofeo Piva, vincendo anche diverse gare attaccando all’ultimo chilometro".

Che tipo di gare prediligi su strada?
"Dipende dal tipo di gara, però se devo scegliere, preferisco le gare un po’ vallonate".

Passerai professionista?
"Se non sono passato professionista negli anni scorsi, dubito che ci riuscirò. Ho delle altre possibilità che si stanno muovendo per la mia carriera, di cui non dirò nulla per scaramanzia finchè non si concretizzeranno".

I tuoi prossimi impegni su pista e strada?
"Su strada ci sono le ultime corse del calendario italiano prof, vedremo a quali parteciperò, farò il punto della situazione con la mia squadra, la Sangemini Mg K-Vis Vega. Su pista invece da metà ottobre inizierò la stagione invernale con le prime coppe del mondo, magari se ci sarà l’occasione, parteciperò anche a qualche sei giorni".


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