Mauro Vegni: Corridoio sanitario per avere tanti big al via del Giro

Antonio Fani Giovedì 07 Maggio 2020 Interviste

Sono giorni concitati e confusi per il ciclismo mondiale. L'UCI ha stilato il nuovo calendario ma le incertezze e, soprattutto, i mal di pancia tra gli organizzatori sono molti specie in Italia. In attesa di vedere come si assesteranno le altre gare internazionali e di sapere se effettivamente si potrà tornare correre a partire dall'estate dallo stivale è partita la controffensiva alle decisioni imposte dall'UCI.

ph PHRS0858A scatenare la "revanche" azzurra è stato Mauro Vegni, direttore del Giro d'Italia che ha sottolineato in maniera sibillina: "Da più parti si vocifera che il Mondiale in Svizzera potrebbe saltare per problemi economici. A quel punto l'Uci lo recupererebbe a novembre, in Oman. Se dovesse accadere noi ci faremo trovare pronti".

Mauro Vegni, ipotizza due scenari qualora la rassegna iridata, prevista nel Canton Vallese dal 20 al 27 settembre, cambi sede e date. "Ci sarebbe un buco in quella settimana di settembre. Magari si possono anticipare le classiche del Nord, cosi' la Roubaix cadrebbe prima della crono di Milano. O ci spostiamo noi col Giro. Occorre elasticità".

Gli organizzatori della corsa rosa stanno pensando ad un vero e proprio "corridoio sanitario" per gli atleti delle formazioni World Tour che dovessero partecipare alle gare in Italia: "Proprio per le tante difficoltà di trasferire uomini e mezzi, stiamo ragionando su un treno di gare italiane, in modo che una squadra possa organizzarsi, sapendo che una volta entrata nel nostro Paese ha la possibilità di partecipare con un numero di atleti determinato a tanti appuntamenti. Quindi, oltre a Strade Bianche e Sanremo gia' calendarizzate, ad agosto potremmo avere Milano-Torino, il Gran Piemonte e anche il Lombardia. Si', date possibili sono il 22 o il 23, al posto dei campionati nazionali, già rinviati in diverse nazioni".

Tutto, insomma, deve ancora essere deciso e tutto potrebbe mutare da un giorno all'altro.
"E' una possibilità e ne discuteremo nel caso con la Federazione. Ma tutto rientra nell'ottica di un anno straordinario: non casca il mondo se per una volta il Lombardia non chiude la stagione delle classiche".


Con il Tour in apertura, il Giro rischia di avere pochi campioni. Ma anche su questo Vegni rilancia:
"Posso dire che il 90% dei big ci ha in via ufficiosa confermato la presenza. Al momento nessuno è in grado di fare annunci definitivi per le ragioni che sappiamo. Ma sia Nibali, sia Evenepoel, sia Sagan, sia Fuglsang, sia ovviamente Carapaz, hanno il Giro in testa ai loro programmi. Il 10% che manca e' dovuto alla rinuncia di Bardet, da francese preferisce andare subito alla Grande Boucle".

Le tre tappe della Grande Partenza in Ungheria, annullata, saranno recuperate al Sud:
"Abbiamo un paio di soluzioni, la Sicilia è una di quelle. Ma potremmo anche scegliere altre regioni, come Calabria, Campania, Basilicata o Puglia. Dobbiamo parlare con i vari Comuni e al momento non e' semplice. E poi dobbiamo avere certezze sul calendario definitivo".

Quando pensa che sapremo dove sarà disputato il Mondiale?
"Entro meta' giugno, oltre non si puo' - conclude Vegni - Lo sa molto bene pure l'Uci".

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