Mattia Cristofaletti: ho sempre amato le gare a cronometro!

Marco Furlanetto Venerdì 29 Marzo 2019 Interviste

Il percorso tra i dilettanti fino ad ora compiuto dal veronese Mattia Cristofaletti, classe 1997, non è stato dei più facili, ma con serenità e una altrettanto lucida analisi ci spiega come andrà ad affrontare, con la nuova maglia della Viris Vigevano, il suo ultimo anno tra gli under 23.

Campione italiano nel 2013 nella cronometro individuale categoria allievi e Campione regionale under 23 nel 2017 nella medesima disciplina, fa delle gare contro il tempo il suo punto di forza e di rilancio di questa stagione.

mattia cristofalettiUna tua valutazione sul tuo percorso da atleta fino ad ora svolto...
"Fino ad ora ho avuto molti alti e bassi nella mia "carriera". Sono riuscito a togliermi molte soddisfazioni in particolare nelle
categorie giovanili, tra cui qualche titolo tricolore che ricordo
ancora con immensa gioia".

Come mai c'è stato un cambiamento di team a partire da questa stagione?
"Questa stagione ho deciso di tornare con il mio vecchio allenatore perchè ho realizzato che è il più adatto a lavorare con il mio carattere, nel senso che mi dà fiducia e crede in me anche nei momenti di difficoltà, cosa che apprezzo molto. Non è da tutti".

Che cosa ti è mancato in questi anni e dove stai cercando di migliorati?
"Il  mio  punto debole  sono  sempre state le salite purtroppo, in
particolare quelle corte ed impegnative. Ciò è dovuto anche alla  mia stazza fisica piuttosto imponente, da passista-veloce".

Sei un corridore orientato all'obiettivo? Accusi cali di concentrazione?
"Questa stagione ho deciso di non fasciarmi tanto la testa sull'obiettivo di tutti, cioè il passaggio al professionismo. Mi sono posto il limite dei quattro anni da under 23, ormai sono all'ultimo, mi impegno più che posso e più avanti nella stagione tirerò le somme. Qualsiasi cosa sceglierò non avrò rimorsi".

Riesci a tenere la forma fisica per un'intera stagione?
"Si, sono un corridore abbastanza costante come forma fisica, forse accuso un po' i primi veri caldi, nel periodo primaverile".

Tu vai bene a cronometro, come si prepara al meglio una prova di questo tipo?
"Ho sempre amato le gare a cronometro, mi piace il fatto di essere solo contro il tempo e che la prestazione dipende quasi solamente da te, al contrario delle gare su strada. Per prepararle bisogna passare molto tempo in sella alla bici da cronometro, sia ad alta che a bassa intensità, perchè è una posizione dove si esercita una spinta completamente diversa da quella normale; oltre alla posizione è importante anche prendere confidenza con la bici, essendo rigida al massimo è piuttosto difficile da guidare nelle curve e in discesa".

Che cos'è il talento secondo te?
"Questa è un'opinione personale, che può essere condivisa oppure no. Ad ogni modo, ritengo che ognuno abbia del talento dentro di sè, chi più chi meno. Più talento si ha più è facile emergere, ma anche chi ne ha meno può farcela con impegno, voglia, passione e sacrifici".

Alla Viris Vigevano avrai un ruolo preciso?
"Alla Viris Vigevano sono un punto fermo per gli arrivi in volata, devo ritengo di essere bravo a pilotare i miei compagni negli ultimi chilometri. Avrò anche le mie possibilità con le fughe da lontano o gli arrivi in un gruppo ristretto, magari in corse un po' più impegnative se riuscirò a migliorare. Poi ovviamente ho piena disponibilità a fare le cronometro".

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?
"Quest'anno oltre ad aiutare i miei compagni velocisti, voglio togliermi qualche soddisfazione a cronometro, e magari in qualche fuga da lontano. Un sogno è quello di centrare la fuga giusta in una tappa al Giro d'Italia under 23, cosa che mi è sfuggita per poco due anni fa quando fui ripreso a solo un chilometro e mezzo dall'arrivo dopo 120 chilometri di fuga a tre. Questo è un conto in sospeso che devo ancora accettare del tutto, ma fa parte del gioco; se ne avrò l'occasione non sbaglierò di nuovo!"



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