Matteo Malucelli: l'emigrante delle due ruote

Tina Ruggeri Lunedì 01 Aprile 2019 Interviste

La valigia come gli emigranti. E come gli emigranti anche i nostri corridori fanno la valigia e si trasferiscono all’estero. E il caso di Matteo Malucelli, professionista della Casa Rural. Una laurea in tasca in ingegneria meccanica, dedicata in particolare alla sua mamma che lo guarda da lassu’ e veglia sulle sue corse e sul suo progresso da corridore. Pistard di lusso, il Malu di Forlì è un corridore dalla tempra dura, coriacea. Uno che vuole arrivare. E per questo ha fatto la valigia e scelto la Casa Rural Seguros in Spagna per cercare fortuna.

caja rural“Da dilettante alla Trevigiani, poi il salto di categoria nella Androni Giocattoli ma sempre con la voglia di far bene - racconta Matteo Malucelli -. Quando è arrivata la chiamata, anche inattesa, a settembre, dalla Spagna, non ci ho pensato su due volte. E ho accettato. Ho fatto la valigia e sono partito. Consapevole che non sarebbe stato facile. Ma nulla è facile nella vita. Bisogna solo provarci”.

Matteo Malucelli lo scoglio più grande lo ha affrontato quando ha perso la mamma. "E proprio per questo ho ancora più motivazione nel fare bene”. E Matteo lo ha dimostrato riuscendo a mettere insieme due situazioni assolutamente difficili da far combaciare : il corridore e il laureato. Perché conquistare una laurea magistrale in ingegneria meccanica non è da tutti, girando il mondo con le corse in bicicletta.

E portata a termine all’Università di Bologna ancora meno. “Purtroppo se vuoi fare il corridore ad un certo livello, sempre più spesso sei costretto ad uscire dall’Italia. Io devo molto ai team italiani, senza dubbio, ma il ciclismo nostrano è cambiato. Gli sbocchi arrivano soprattutto dall’estero. E dalle esperienze che si fanno in giro per il mondo. E com dunque fare il corridore è diventato un mestiere difficile. Sempre con la valigia pronta, viaggi da una parte all’altra del mondo, fusi orari, popoli e nazioni diverse da un giorno all’altro. Ecco, mi spiace molto non poter più fare pista. Io sono nato con la pista. Ma del resto finché non c’è ancora un impianto funzionante in Italia è gusto che si pensi a fare bene solo con un gruppo ristretto. Tra i miei obiettivi c’è la vittoria. Sono arrivato più volte vicino al podio. Ma ancora non sul gradino più alto. Arriverà prima o poi. E quando sarà la dedica sarà per lei che mi guarda da lassù “.


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