Liam Bertazzo: Forza azzurri, a Tokyo sarò con voi

Andrea Fin Mercoledì 26 Febbraio 2020 Interviste

I Campionati del Mondo su pista a Berlino si sono aperti oggi. Tra gli azzurri al via manca il padovano Liam Bertazzo. 28 anni compiuti da pochi giorni, lui è uno dei vagoni inamovibili del trenino azzurro che lo scorso 8 novembre, sotto la direzione del ct Marco Villa, a Glasgow, nella prima prova di Coppa del Mondo, ha fatto registrare il nuovo record italiano nell’inseguimento a squadre su pista.

scinto bertazzo2Da quello storico 3’49”464, però, tutto è sembrato andare a rotoli per Bertazzo. “Già durante l’estate avevo avuto dei dolori alla schiena e alla gamba ma ero riuscito comunque a correre. A Glasgow ho risentito di questi dolori e in inverno il problema si è acutizzato ulteriormente. Ho provato a risolverlo con della fisioterapia ma gli esami hanno evidenziato un’ernia al disco L5-S1. Per questo si è reso necessario un intervento chirurgico e lo stop momentaneo” confida l’azzurro.

L’operazione di microdiscectomia realizzata a Milano lo scorso 30 gennaio dovrebbe aver risolto il problema ma il condizionale è d’obbligo: “Sono tornato a camminare, il dolore è sparito ma potrò dire di aver recuperato solo quando tornerò ad essere competitivo su strada”.

Intanto, però, la lenta risalita per Liam che milita tra i professionisti dal 2015 con la maglia della Vini Zabù KTM è iniziata: “Dopo l’intervento ho fatto due settimane di riposo. In questi giorni ho iniziato la riabilitazione e alterno gli allenamenti in palestra a quelli in piscina. Ho fatto anche qualche seduta sui rulli ma per tornare in strada dovrò attendere ancora qualche settimana” ha illustrato Bertazzo.

Un lavoro duro che servirà al pistard di Tribano per riuscire a centrare l’obiettivo olimpico di Torkyo 2020: “E’ il mio pensiero fisso: sono nel pieno della mia maturità fisica, voglio esserci a Tokyo e voglio arrivarci con la migliore condizione fisica che abbia mai avuto. A Rio de Janeiro è stata una emozione unica prendere parte alla gara olimpica. Da quel momento io e gli altri ragazzi azzurri ci siamo promessi di lavorare per presentarci in Giappone per conquistare una medaglia e questo infortunio non mi può fermare proprio ora che manca così poco a questo traguardo. Ci siamo allenati insieme per quattro anni dimostrando in pista il nostro valore e facendo vedere di saper migliorare evento dopo evento nonostante le varie vicissitudini attraversate dal velodromo di Montichiari”.

Liam Bertazzo, Simone Consonni, Filippo Ganna e Francesco Lamon: questa la composizione del quartetto italiano, attorno alla quale il ct Marco Villa ha saputo costruire un gruppo ricco di giovani talenti. Saranno loro a sostituire Liam ai mondiali di Berlino questa settimana: “Io farò il tifo per loro da casa. La scorsa settimana mentre tornavo da una seduta di riabilitazione a Milano sono passato a trovare il clan della nazionale al Velodromo Fassa Bortolo di Montichiari dove si stavano preparando per il mondiale. Li ho visti in ottime condizioni e credo che andranno a Berlino con le carte in regola per puntare ad una medaglia”.

A Tokyo gli avversari più pericolosi saranno, come da tradizione, gli Australiani, autentici specialisti della pista ma Liam Bertazzo dimostra di non temerli: “Credo che non dobbiamo pensare agli altri: abbiamo dimostrato di saper essere al livello dei migliori e di non temere il confronto con nessuno. Dovremo solo concentrarci sulla nostra prestazione e spingere al massimo per cercare di portare a casa una medaglia che in Italia manca da troppo tempo”.

Il programma di avvicinamento all’appuntamento a cinque cerchi, dopo i Campionati del Mondo di Berlino (26 febbraio – 1 marzo) dovrebbe riprendere a fine aprile come confermano le parole di Liam Bertazzo: “Credo che i miei compagni dopo il mondiale avranno bisogno di rifiatare per qualche settimana. Non abbiamo ancora fissato la data ma dal mese di aprile ci ritroveremo quasi sicuramente per i primi allenamenti specifici e io voglio essere presente per riprendere insieme il cammino proprio da dove si era interrotto”.

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