Joao Almeida: il portoghese che sogna il mondiale

Marco Furlanetto Martedì 25 Settembre 2018 Interviste

Dopo il bis a cronometro del danese Mikkel Bjerg, un altro corridore da tenere seriamente in considerazione in vista della prova in linea riservata agli Under 23 è il portoghese Joao Almeida della forte formazione professional statunitense Axeon Hagens Berman, il cui manager è Axel Mercks.

PhotoScanferla 20600Joao Almeida, classe 1998, vecchia conoscenza del ciclismo italiano per avere militato nel suo primo da under 23 nell'attuale team continental Trevigiani Phonix Hemus, è pronto all'appuntamento mondiale, ultima sfida di una stagione per lui straordinaria che lo ha visto protagonista e vittorioso in competizioni di alto spessore internazionale, come la bellissima affermazione ottenuta alla Liegi Bastogne Liegi Under23, il secondo posto conquistato in classifica generale al Giro d'Italia Under 23 difendendosi dalla furia di Robert Stannard, e il settimo posto sempre in classifica generale conseguito al Tour de l'Avenir, senza dimenticarci del secondo posto sia nella prova a cronometro che nella prova su strada dei Campionati nazionali portoghesi.

Corridore, Almeida, da corse a tappe ma anche di gare dure di un giorno, e che sa difendersi molto bene anche nelle prove contro il tempo.

Come è stata la tua esperienza con il team continental Trevigiani?
"E' stata una buona esperienza, io sono grato a tutto il personale Trevigiani per avermi dato questa possibilità e creduto in me! Sono stati i miei primi passi a un ciclismo di alto livello!"

Per quali motivi hai deciso di trasferiti alla Axeon Hagens Berman?
"Ho avuto una buona offerta dalla Axeon e ho pensato che era la scelta migliore, tenuto conto che è forse la squadra u23 migliore del mondo, e lavorare con questo team e Axel Mercks era quello che volevo!"

Ci sono team competitivi in Portogallo?
"Sì, ci sono, ma il livello e le condizioni sono diverse".

Ricordo del tuo bellissimo Giro d'Italia u23, che impressioni hai avuto e ci hai pensato alla vittoria finale?
"E' stata una gara incredibile! Una gara molto difficile proprio come piace a me! Nelle prime fasi pensavo solo a un buon piazzamento nella top 10, ma di giorno in giorno ho visto che avrei potuto fare qualcosa di meglio. Purtroppo sono stato coinvolto in una caduta  nel corso degli ultimi  5 chilometri  della 9^ tappa, e lì mi sono reso conto di aver perso il Giro,  50" ho perso in quella caduta!  Però il mio amico Will Barta (n.d.r e compagno di squadra) nella stessa caduta si è rotto il femore e ha dovuto lasciare la gara, e questa è stata la cosa peggiore! Alla fine sono arrivato secondo in classifica generale e sono davvero orgoglioso di me stesso e della mia squadra!"

E' più difficile il Giro d'Italia U23 o il Tour de l'Avenir e per quali motivi?
"Al Tour de l'Avenir c'è un livello più alto, perchè è prova della Nations Cup. Ci sono più scalatori lì che lottano per un posto in classifica generale".

Come ti definiresti come tipo di corridore?
"Un corridore solo per gare dure!"

Che cosa è successo nella prova a cronometro ai Campionati europei?
"Ho avuto una brutta giornata, ma un risultato nella top 10 è pur sempre un buon risultato".

E agli imminenti Campionati del mondo a cosa speri?
"I Campionati del mondo si svolgeranno su un tracciato impegnativo. Siamo ormai a fine stagione e le energie rimaste sono poche, ma vediamo di fare bene!"



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