Giulio Ciccone: "Spero di meritarmi il mondiale!"

Marco Furlanetto Giovedì 23 Agosto 2018 Interviste

Giulio Ciccone è sicuramente uno dei corridori su cui il nostro paese può e deve sperare per il futuro, almeno per una posizione di alta classifica nella generale di una grande corsa a tappe.

Classe 1994, umile, abruzzese di Chieti, fa della dura salita la sua caratteristica principale. Gli piace andare in barca ma soprattutto ama trascorrere le giornate in relax facendo giri per negozi o andando al cinema.  

Ce lo ricordiamo come uno dei più brillanti scalatori under 23 nelle passate stagioni, basti pensare alle sue prestigiose vittorie nel 2015 con la maglia del team Colpack al G.P Città di Bosco Chiesanuova,  alla Bassano - Monte Grappa, alla Milano -Rapallo, a San Daniele del Friuli (Coppa San Daniele),  vincendo anche la classifica degli scalatori (con un secondo posto di tappa) al Giro della Valle d'Aosta, giungendo, inoltre, al sesto posto nella classifica  finale del Tour de l'Avenir, conquistando infine un secondo posto al Piccolo Giro di Lombardia, prima di approdare nel 2016 tra i professionisti nel team professional Bardiani CSF.

PhotoScanferla M3837Dopo l'ultimo intervento di ablazione, che risale a dicembre 2016 gli chiediamo innanzitutto come sta fisicamente:
"Fisicamente sto bene. L’ultimo intervento ormai risale a dicembre 2016 e i problemi per fortuna sono alle spalle".

Sei stato un ottimo dilettante, ora sei al tuo terzo anno tra i professionisti in Bardiani. Hai scelto tu di andare in un team professional oppure non hai avuto proposte da squadre world tour?
"Da dilettante correvo nel team Colpack e dopo due stagioni con buoni risultati è capitata l’occasione di passare con il team di Reverberi che per i giovani è il team ideale, infatti si è rilevata la scelta giusta perché mi hanno dato l’occasione di partecipare sempre a grandi corse e crescere con calma".

Quest'anno hai concluso al nono posto in classifica generale al Tour of the Alps , vinci il Giro dell'Appennino,  poi sei arrivato con i migliori nella tappa del Giro d'Italia con arrivo sul Gran Sasso, (ricordando la vittoria che ti riuscì sempre al Giro d'Italia con arrivo a Sestola nel 2016) nella tua terra, e giungi secondo nella generale della Adriatica Ionica Race. Ci tenevi tanto a ben figurare sulle tue montagne e magari a vincere...
"Si, ci tenevo a fare risultato sulle strade di casa, sul traguardo ho chiuso al decimo posto. Questa edizione del Giro d’Italia è stata durissima e tirata, era difficile creare un occasione, e per crearla dovevi giocartela sempre con i big. Però è stato comunque emozionante lottare ed essere davanti."

Come ti prepari a una grande corsa a tappe come il Giro d'Italia?
"La preparazione al Giro inizia in inverno creando una buona base; quest’anno ho lavorato tanto con il fisso e poi sono stato in altura sull'Etna con alcuni compagni di squadra e li ho lavorato veramente bene".

Ti senti migliorare nelle prestazioni di anno in anno?
"Per migliorare sicuramente serve una maturità fisica e un anno in più può essere importante; poi bisogna lavorare tanto soprattutto a cronometro e in pianura dove faccio veramente fatica".

Pensi che lavorando nel giusto modo, dando tempo al tempo, e fisico permettendo, di riuscire a essere lì davanti per lottare per un posto di alta classifica generale di un grande Giro?
"Sognare non costa nulla. Ogni volta che riesco a lavorare bene senza intoppi e problemi fisici vedo che riesco ad ottenere bei risultati, il mio obiettivo è quello di fare classifica in un grande giro in futuro, ma serve ancora tantissimo lavoro soprattutto a crono e migliorare nella resistenza per essere brillante sulle tre settimane".

Essere considerato uno dei giovani su cui lavorare per il futuro ti pesa o ti responsabilizza maggiormente?
"Essere considerato un giovane sul quale riporre le speranze per il futuro è sicuramente un motivo d’orgoglio e una motivazione in più per lavorare bene".

Ci sono ancora meccanismi del mondo professionistico che non hai assimilato?
"Da professionista non si smette mai di imparare e io cerco di fare riferimento ai corridori più esperti in gruppo, li osservo anche in gara e studio."

Speri in una convocazione in nazionale per i prossimi mondiali di Innsbruck?
"Il mondiale di quest’anno sulla carta è adattissimo alle mie caratteristiche, era un sogno già a inizio stagione vedremo come sarà la condizione nelle prossime gare e se riesco ancora a dimostrare qualcosa".

Come proseguirà la tua stagione?
"Adesso la mia stagione proseguirà rientrando in gara i primi di settembre in Inghilterra molto probabilmente, ho avuto qualche piccolo intoppo fisico e ho perso qualche giorno ma adesso sto recuperando e, appunto, spero bene per il finale di stagione".


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