FCI Veneto, Ivano Corbanese: Punto alla presidenza regionale

Tina Ruggeri Martedì 10 Novembre 2020 Interviste

Ivano Corbanese, classe 1963, potrebbe diventare il presidente del Comitato Veneto della Fci più giovane che la regione del Leone di San Marco abbia mai avuto. Corbanese, trevigiano doc, fine conoscitore del mondo delle due ruote, ha iniziato tutta la scalata della carriera agonistico - dirigenziale da ragazzino. Ora si candida alla presidenza regionale.

PhotoScanferla M4278Una vita nel ciclismo: “Ho iniziato da corridore - racconta il vice regionale - a sei anni, spinto da mio papà Ferruccio nella Leva Ciclistica Rovere a Santa Maria del Rovere, sino agli allievi. Da junior ero alla Unione Ciclistica Trevigiani. Nella Leva Ciclistica Rovere, da corridore, ho fatto anche il segretario di società. A diciotto anni sono entrato alla Trevigiani come segretario. Poi sono stato giudice di gara, direttore di corsa e segretario del comitato provinciale Fci".

A 27 anni è stato il più giovane presidente di un comitato provinciale d’Italia, quello di Treviso: "Ho sempre avuto ambizioni nel mondo dirigenziale, lavorare per il ciclismo giovanile per risolvere problematiche e spingere il ciclismo a crescere sempre di più. Da presidente provinciale abbiamo promosso nelle scuole progetti di spessore e molti bambini si sono tesserati in Fci. E ancora promozione di progetti sulla sicurezza stradale per chi si muove in bici e percorsi ciclabili e turistici. Ora fanno tutti parte di programmi ministeriali”.

Ora si candida alla presidenza regionale per rilanciare il ciclismo: “Il ciclismo è cambiato. Dobbiamo recuperare il tempo perduto e gli atleti, cercando anche a livello dirigenziale nuove leve”.

Quali gli obiettivi principali del quadriennio prossimo?
“Ritrovare unità in tutte le componenti ciclistiche venete, rinsaldare collaborazioni con le regioni confinanti, costruire un nuovo gruppo dirigente per il futuro. Ricercare nel territorio tutte quelle realtà che possono sviluppare nuove società e far ripartire chi si era perso”.

Come pensa di far ripartire il Comitato Veneto?
“Il comitato deve tornare autorevole e rappresentativo di tutte le provincie, unito con tutte le realtà territoriali, costruendo un ambiente di corrette relazioni con dialogo e collaborazione. Ogni componente del comitato seguirà una particolare attività della federazione relazionandosi con il comitato stesso, così da assumere decisioni collegiali su problematiche conosciute e approfondite. La rappresentanza del comitato regionale alle varie iniziative che si svolgono in Regione sarà affidata equamente a tutti i componenti poiché ogni componente rappresenta il comitato Regionale in quanto eletto direttamente dalla base. Altro punto fondamentale: l’apertura verso le regioni confinanti, per instaurare collaborazioni in calendari interregionali, iniziative condivise, formazione e tanto altro".

E i comitati provinciali?
"Dovranno avere piena autorevolezza per costruire una rete di rapporti, di collaborazioni tra le società. Compito del comitato provinciale è quello di seguire le società e stimolarne l’attività, fare da punto di riferimento. Il resto delle strutture regionali sarà il supporto dei nuclei attivi provinciali".

Gare e calendari?
"Il calendario di gare non può essere solo una trascrizione di ciò che arriva dalle singole società, deve esserci un coordinamento triveneto, per  ripartire al meglio le gare nell’arco della stagione. In periodi difficili tutte le società che svolgono attività dovrebbero lavorare in sinergia".

In sintesi?
"La federazione deve essere ancora più vicina a società, atleti e problematiche varie".


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