Elia Viviani: Meglio correre che stare a guardare, e il tricolore...

Andrea Fin Mercoledì 22 Luglio 2020 Interviste

Elia Viviani ha le idee chiare: "Meglio una stagione-flash come questa piuttosto che perdere per sempre classiche di grandissimo valore. Va fatto un grande ringraziamento agli organizzatori che non hanno mollato nonostante tutte le difficoltà di questo periodo. Noi corridori per quest'anno dovremo fare delle scelte: chi correrà il Giro dovrà rinunciare alle Classiche del Nord e alla Vuelta ma almeno avremo la possibilità di correre. Poi dal prossimo anno speriamo di poter tornare alla normalità".

ph PHRS4952E' un Elia Viviani a 360 gradi quello che parla dopo aver provato le strade del Campionato Italiano del prossimo 23 agosto: "Il rinvio delle Olimpiadi? Guardo al bicchiere mezzo pieno: per me un anno in più non cambia molto ma mi consente di preparare meglio questo appuntamento e consente al gruppo azzurro di crescere ulteriormente dopo quanto di buono aveva già dimostrato agli scorsi mondiali".

La stagione del capitano della Cofidis riprenderà il 1° agosto con una breve corsa a tappe in terra francese, la Route d’Occitanie. Seguirà la Milano-Sanremo, un periodo di recupero in altura, poi il Campionato Italiano, il Campionato Europeo e il Tour de France. In gruppo con sé all’italiano porterà il fratello Attilio Viviani e il cugino Enrico Zanoncello (Zalf): "La Milano Sanremo è la gara dei miei sogni ma voglio fare bene anche all'Italiano e provare a ripetermi all'europeo. Durante il Tour de France valuterò la mia condizione con la squadra e deciderò se fare anche il Giro. Se affronterò anche la corsa rosa lo farò solo con una condizione adatta per portarlo a termine".

Riguardo l'appuntamento tricolore il Campione Olimpico e Campione Europeo in carica non ha dubbi: “Sarà una gara incerta e spettacolare fino all’ultimo. Aperta ad ogni soluzione. E io ci tengo a fare bene perché sono molto legato alla maglia tricolore. Servirà una condizione perfetta da subito perché non c’è tempo per recuperare e in questo 2020 non ci saranno seconde possibilità”.

ph PHRS4942Percorso da classica vera quello del Campionato Italiano, 253 chilometri disegnati tra le città murate: “Sarà una corsa difficile da controllare perché non ci sarà una squadra leader. Mi auguro che tra le squadre World Tour si possa trovare un accordo per tenere sotto controllo almeno la prima parte di corsa. Poi arriverà il momento in cui la gara esploderà è lì bisognerà avere le gambe per stare davanti” anticipa Elia Viviani che guardando agli avversari cita Vincenzo Nibali, Giulio Ciccone, Sonny Colbrelli, Matteo Trentin e la Vini Zabù del siciliano Giovanni Visconti.

Una rosa di favoriti che è il segno evidente dell’incertezza che regnerà al via il prossimo 23 agosto: “Da veronese conoscevo la salita della Rosina ma ho approfittato di questo sopralluogo per studiare i tratti dove si potrà recuperare. E poi c’è il muro della Tisa: è uno strappo da classiche del nord e, soprattutto, lo affronteremo dopo più di 200 chilometri. Credo che se ancora non ci sarà stata selezione, dopo quel passaggio non resteremo in più di una trentina davanti. Chi arriverà a giocarsi il successo a Cittadella non sarà lì per caso: per superare queste distanze serve classe pura”.

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