Ciao Franco! Ci Mancherai
La notizia è di quelle che ti toglie il fiato, l'amico con cui avevi parlato il giorno prima, quello che era salito sul podio di Donoratico per presenziare alle premiazioni non c'è più; quella maledetta velocità ti ha portato via tutto. D'un colpo non c'è più il campione, i tecnico di tanti successi iridati, l'amico del gruppo, il personaggio del ciclismo più vicino e aperto verso i media.Franco oggi non è morto, è entrato nella leggenda. Lui così giovane, così brillante, che appena sceso di bicicletta è stato capace di caricarsi sulle spalle il peso della responsabilità di guidare la nazionale più titolata del mondo del ciclismo riuscendo a costruire i successi di Zolder, Atene, Salisburgo, Stoccarda e Varese. Perle che si vanno ad aggiungere ad una carriera da grande campione, costruita mattone dopo mattone sul pavè del nord.
La sua seconda passione dopo la bicicletta ce lo ha strappato, lo ha tolto ad un mondo, quello del pedale italiano che lo amava, che lo riteneva semplicemente "intoccabile"; il destino è stato crudele lasciando orfana la sua famiglia di un padre e marito speciale e l'intero movimento ciclistico italiano, ora privo di una guida tecnica.
Amico e discepolo dello storico Alfredo Martini, era il suo erede designato, per il suo carisma, la sua serenità e la sua sapienza nel riuscire a creare un gruppo vero da schierare con la maglia azzurra.
Lo vogliamo ricordare così, con queste parole, con queste foto, sull'olimpo degli dei mentre programma un'altra stagione, ispeziona un'altro percorso iridato e sceglie gli uomini su cui puntare per conquistare altri traguardi. Ciao Franco, ci mancherai!
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