4° Gp Citta' Di Pontedera - Pontedera (Pi)

Redazione - Ciclismoweb.net Sabato 13 Aprile 2019 Elitè-U23

Iscritti: 131 Partiti: 109 Arrivati: 65
Tempo: 3h05’10” 127 km Media: 41,152 km/h

Ordine d’arrivo:
1° Francesco Di Felice (General Store)
2° Klidi Jaku (Maltinti)
3° Manuel Allori (Franco Ballerini)
4° Filippo Magli (Mastromarco)
5° Francesco Zandri (Maltinti)
6° Marco Chesini (General Store
7° Francesco Giordano (Bevilacqua Sport)
8° Artur Sowinski (VMP Porto Sant’Elpidio)
9° Alberto Appoloni (Sissio Team)
10° Matteo Sensi (Maltinti)

Arrivo PontederaCon una rimonta prodigiosa negli ultimi 15 metri, Francesco Di Felice della General Store si è aggiudicato il 4° Gran Premio Città di Pontedera superando Jaku che sembrava destinato al successo e Allori.

Uno sprint caotico di una cinquantina di corridori, per una caduta a 200 metri dal traguardo che ha coinvolto tre corridori (per loro solo escoriazioni) ed ha provocato una sbandata con alcuni atleti costretti a rallentare l’azione e quindi a ripartire. Tutto questo non ha influito per le prime piazze in quanto la caduta è avvenuta dopo la ventesima posizione ed il successo colto da Di Felice è meritato in quanto il vincitore faceva parte anche della fuga del quintetto neutralizzata dal gruppo a 2 Km dal traguardo.

Per Jaku l’amarezza del sogno di vittoria svanito a 10 metri dalla fettuccia, e per Allori il segnale di una buona condizione come del resto hanno dimostrato sia Magli che Zandri (due dei favoriti della corsa).

Per il vincitore la speciale maglia del Gp Città di Pontedera fatta indossare dal sindaco Simone Millozzi. Organizzata dalla Juventus Lari società che festeggia quest’anno i 100 anni, la corsa ha visto al via dal Centro Bellaria 109 under 23 mossiere Mattia Belli consigliere comunale, ed è stata caratterizzata da una lunga fuga promossa da Rigatti raggiunto da Rosati e da Molini. Sul terzetto si sono riportati in otto a 24 Km dal traguardo. Sulla salita della Montacchita l’azione decisa di Rubio e Sowinski ripresi da Biondi, Di Felice e Masi, ma il quintetto doveva fare i conti con la rincorsa decisa del gruppo che si ricompattava dando vita a uno sprint convulso.

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