Giustizia: addio vincolo! Ed è pure vietato chiedere denaro...

Redazione - Ciclismoweb.net Lunedì 24 Settembre 2018 Editoriali

Quando, nel mese di maggio, ciclismoweb.net ha pubblicato l'articolo sulla caduta del vincolo di appartenenza (clicca qui per rileggerlo), la nostra redazione, così come gli uffici federali, è stata sommersa da telefonate e richieste di chiarimenti.

vincoloLA MEZZA VERITA' - La Struttura Tecnica Nazionale, presieduta da Ruggero Cazzaniga, e la vice-presidente della FCI, Daniela Isetti, si sono prodigati nella smentita del nostro articolo ribadendo in tutte le riunioni con i tecnici di tutte le categorie che "le regole non sono cambiate, anche nel 2018 bisognerà rispettare il vincolo".

Ebbene, Daniela Isetti e Ruggero Cazzaniga hanno ragione. Ma dire che le regole non sono cambiate è raccontare solo una parte della verità. Specie dopo le recenti sentenze emesse non solo dalla 2^ ma anche dalla 1^ sezione del Tribunale Federale.

E', infatti, vero che il testo del regolamento tecnico federale in tema di trasferimenti non è cambiato, ma è altrettanto vero che la Giustizia Federale, a tutti i livelli (Tribunale e Corte d'Appello) ha imboccato con decisione una via giurisprudenziale che, di fatto, disapplica in maniera pressochè sistematica le norme sul vincolo di appartenenza.

VIETATA OGNI RICHIESTA DI DENARO - Tutto questo avviene con un duplice riferimento: da una parte il diritto del minore a gareggiare e, dall'altra, il divieto assoluto per le società di chiedere qualsiasi somma di denaro, ulteriore rispetto a quella prevista come premio di valorizzazione e calcolata sulla base dei punteggi ottenuti in stagione, per la concessione del nulla osta.

E' proprio questo ulteriore passo che è stato compiuto con le recenti sentenze dove si legge testualmente: "Il Tribunale ritiene che ci si debba attenere scrupolosamente ai regolamenti previsti per i trasferimenti degli atleti e non debba trovare residenza in nessun atto di parte, la richiesta di ulteriori e non dovute somme" a certificare in maniera definitiva l'abolizione, in via giurisprudenziale, del vincolo di appartenenza.

In pratica, oggi, sulla base delle consolidate decisioni degli organi di giustizia federale un atleta potrà sempre trasferirsi ad un'altra società pagando solamente il valore dei punti. Sia che esso militi in categorie sottoposte a vincolo sia quando esso sia svincolato. Sia che esso sia un esordiente sia che esso sia un Under 23 in procinto di trasferirsi ad una formazione professionistica.

Di fronte ad un eventuale diniego del nulla osta, infatti, il ricorso al Tribunale Federale sarà sufficiente per spalancare le porte al trasferimento.

Non solo. La società di appartenenza non potrà mai e in alcun modo chiedere somme di denaro ulteriori per acconsentire al trasferimento: diversamente sarà sufficiente una segnalazione alla Procura Federale per ottenere la condanna della società e, se del caso, la restituzione delle ulteriori somme versate.

I giudici federali eletti proprio dai delegati delle società, infatti, hanno stabilito che "le società che svolgono attività giovanile di promozione dello sport (...) dovrebbero intendere le risorse economiche investite per un giovane atleta come un investimento per il futuro dello stesso, pertanto è inammissibile richiedere il rimborso di dette somme".

TUTELA ZERO PER LE SOCIETA' - Una decisione epocale per un mondo nel quale la prassi è sempre andata in direzione nettamente opposta e dove da tutte le parti si invoca una maggior tutela proprio della fondamentale attività svolta dalle società. La FCI ha preferito mettere la testa sotto la sabbia a maggio e ora difficilmente potrà porre rimedio alla situazione considerato che siamo già nel periodo di invio delle richieste di concessione del nulla osta (da espletare entro il 31 ottobre).

Il mercato, dunque, per tutte le categorie è definitivamente libero. Le società sono avvisate...






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