Editoriali. Equilibrio, sobrietà e schizofrenia.

Andrea Fin Sabato 27 Giugno 2020 Editoriali

Equilibrio e sobrietà. Dovrebbero essere queste le qualità di chi governa una nazione e, invece, nell’ultima settimana abbiamo assistito solo a degli attacchi di schizofrenia. Il mondo dello sport sembra essere lanciato sulle montagne russe senza che vi sia un pilota e, se questo ci fosse, senza che gli siano stati messi a disposizione un paio di bei freni.

PhotoScanferla 15158Prima Spadafora che annuncia l’intenzione di far riprendere tutte le attività sportive, poi il no di CTS e di Speranza. A quel punto intervengono i governatori regionali: Zaia apre e De Luca chiude. Bonaccini spinge verso la ripartenza e Fontana rinvia tutto. Nel frattempo il Presidente Di Rocco dispensa positività e si dice fiducioso ma la FCI avrebbe depositato delle linee guida che riguardano solo le Gran Fondo. Quando Zaia poi mette nero su bianco il protocollo della ripartenza pare di trovarsi di fronte alla Stele di Rosetta: ordini generici, aperti a discipline non ben definite e che comunque rimandano alle singole federazioni. Quali? Perché se dovessimo fare i conti con l’UCI, tra tamponi, responsabili Covid e bolle di sicurezza, in Italia non si organizzerebbe nessuna corsa nel 2020. Quindi, a questa mattina, l'ennesima doccia fredda della FCI: "Le linee guida per le granfondo (e di conseguenza quelle in elaborazione per le gare giovanili, ndr) si applicheranno solo dopo che ci sarà l'ok dal Governo". Quindi, tradotto, anche il via libera di Zaia e compagni per il ciclismo vale zero.

Nel frattempo i dati dei contagi sono in calo ma crescono rispetto ai giorni scorsi: alcuni esperti sostengono che non sia più contagioso ma si circoscrivono nuove zone rosse.

E, intanto, lo sport italiano e il ciclismo in particolare soffrono. Perché la più penalizzata è proprio la disciplina delle due ruote. Il ciclismo ha bisogno di ripartire a luglio, prima che sia troppo tardi, perché se si aspetta l’autunno non solo non ci saranno più gli organizzatori e
I corridori ma nemmeno più le biciclette perché ce le saremo vendute per sopravvivere alla crisi.

Insomma abbiamo affrontato una settimana terribile e drammatica, di quelle che avrebbero mandato in frantumi anche il morale di un intero reggimento lasciato in licenza bello carico e barzotto in un night club eppure tutti noi, appassionati e addetti ai lavori siamo ancora qui, in attesa di disposizioni concrete per capire come e quando ripartire.

Correttezza e pazienza di un intero popolo che meritano di essere finalmente premiate da chi dovrebbe usare equilibrio e sobrietà.

Articoli simili

 


Articoli Recenti